lunedì 13 luglio 2009

Quando essere libertini era una filosofia


Se l'immoralista, inteso come non bacchettone, è qualcuno che dialoga con le parti vive della morale e ne rifiuta la sclerotizzazione, il libertino è spesso più moralista dei moralisti: solo che la sua è una morale al contrario. Ben lo si capisce leggendo il saggio di Didier Foucault Storia del libertinaggio e dei libertini. Foucault insegna storia moderna all'Università di Tolosa e ha ricostruito le vicende dei "teorici" dell'antimorale a partire dalla goliardia medievale per arrivare sino al secolo dei Lumi, quando il libertinaggio divenne vera e propria teorizzazione dottrinaria (basti pensare alla maniacale prescrittività dei libri di De Sade). Nel mezzo, tra la bonaria rivolta dei clerici vagantes del Medioevo e l'ossessiva ripetitività erotica del "Divin Marchese" o dell'autore di Thérèse philosophe, c'è l'epoca d'oro della scrittura erotica come mezzo di libertà. Ed è proprio su questo periodo esplosivo innescato dalla licenziosità del rinascimento italiano e poi diffusosi in tutta Europa sull'onda della stampa di testi come quelli dell'Aretino che Foucault si concentra. E la sua bravura consiste soprattutto nel delineare i tratti di un movimento culturale a partire dai singoli episodi. Oltre che nello sfatare alcuni luoghi comuni pervicaci soprattutto nel lettore italiano. Se, infatti, quella dei libertini fu una battaglia contro la cappa del conformismo religioso, va detto che fu una battaglia combattuta soprattutto contro i protestanti, molto più rigidi e meno pronti al perdono di quanto fossero i cattolici. Per rendersene conto bastano le illuminanti pagine che nel saggio sono dedicate alla fuga a Roma di Cristina, regina di Svezia. Perché se il motto dei libertini fu per certi versi "né Roma né Ginevra!", fu molto più spesso Ginevra a risentirsi.

da ilgiornale.it

mercoledì 8 luglio 2009

Scambio di coppia: boom nella capitale


La trasgressione non conosce la crisi. Sono sempre di più le coppie e i single che per distrarsi dalla quotidianità frequentano abitualmente i locali per scambisti. In gergo "club privé". Solo a Roma sono almeno 15.000 gli uomini e le donne "censiti" in questi locali. Persone che amano cambiare partner almeno per una notte. Un vero e proprio business. Tutto alla luce del sole e legale. La Gioconda privé e benessere (Ostia), Araba fenice (Cassia), Armory club (piazza Zama), Etic topless club (Velletri) sono solo alcuni dei locali romani affiliati alla Federsex (dal 1993 a oggi conta più di un milione di iscritti), l'associazione più grande d'Italia nel settore che intende sottrarre all'illegalità il mondo dello scambismo.
Nella provincia di Roma i club regolarmente riconosciuti sono diciotto. Certo, poi c'è il sommerso, tutti quei locali senza regole in cui spesso si sconfina nella prostituzione. Come la villa dei Castelli romani chiusa dai carabinieri nei mesi scorsi dove venivano organizzati incontri a luci rosse a pagamento tra clienti, prostitute e trans. I club legali, invece, selezionano la propria clientela. E' necessario diventare soci fornendo tutte le proprie generalità. Alla Gioconda privé e benessere di Casalpalocco, periferia di Ostia, passano le proprie serate in media 200 coppie e 35-40 single alla settimana. L'età media è tra i 30 e i 45 anni anche se ultimamente si è abbassata e molti più ventenni decidono di varcare le frontiere del piacere. Il 95% delle persone che vengono qui sono fidanzate o sposate. Il ceto è medio alto: liberi professionisti, quadri aziendali, funzionari pubblici. "Giocare" con le altre coppie infatti costa. L'entrata viene 150 euro per i single e 100 per le coppie.
All'ingresso del locale non ci sono insegne. Il quartiere è residenziale. Tante villette a schiera e un ristorante poco distante. Bisogna suonare il campanello e qualificarsi. Una volta pagato il biglietto il "divertimento" dipende solo dal cliente. Innanzitutto è consigliato spogliarsi. Asciugamano in vita e via. La luce è soffusa, la musica dolce. Il bancone del bar accoglie il neofita che vuole mettersi a proprio agio bevendo un drink. Poi c'è l'imbarazzo della scelta. Sauna, bagno turco, piscina, vasca idromassaggio. Per iniziare. E per conoscersi. Chi vuole andare oltre ha tre stanze a disposizione. Due sono aperte a tutti. La prima è un grande salotto con uno schermo su una parete che proietta film porno. Un modo per immedesimarsi e passare poi all'azione.
Al centro della stanza c'è il grande "divano del piacere". Chiunque può lasciarsi andare al sesso più sfrenato. Ovviamente, il preservativo non solo è necessario, ma è d'obbligo. Chi vuole guardare lo può fare dalla "dark room". Una stanza buia con una grande vetrata da cui si può vedere senza essere visti. I voyeuristi fanno a gara per concedersi l'angolatura migliore. Poi c'è un'altra "cameretta" separata dagli sguardi indiscreti solo da una sottile tenda trasparente. Anche qui le coppie si distendono su un grande materasso con cuscini e danno sfogo alle loro fantasie. Accanto la stanza privata. Coppie e single possono chiudersi dall'interno e "giocare" fino a che ne hanno voglia. Sono gli stessi clienti a scegliere il numero dei componenti dell'orgia. Se non sei ben accetto, è vietato insistere. Questa è la regola principale da rispettare.

da iltempo.ilsole24ore.com

martedì 7 luglio 2009

"Il sesso secondo il Corano": un libro erotico turba gli arabi


Fatelo strano, ma fatelo con il Corano. Parola di Wedad Lootah, autrice di un libro diventato la versione islamica di "Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere". La storia di questa Woody Allen araba inizia otto anni fa al tribunale di Dubai. Qui la signora Lootah, prima consulente donna per coppie avviate al matrimonio o alla rottura, si sciroppa quotidianamente i bizzarri resoconti di coppie alle prese con i misteri delle "mille e una notte".
Le più frequenti - ricorda la 45enne profeta del sesso alla musulmana - sono quelle di mariti convinti che l'unico modo di amare sia, per così dire, quello posteriore. "La gran parte degli arabi prima del matrimonio conosce soltanto rapporti anali con altri uomini ed è convinta vadano bene anche alle donne". Avvolta nel nero niqba integrale che le lascia scoperti due occhi perennemente allibiti, la consulente matrimoniale sprofonda per otto lunghi anni in un universo di sesso matto o scompigliato. Ascolta le vicende della donna sposata con l'ufficiale che la tradisce con la truppa, convince un'altra a chiedere spiegazioni al coniuge che da anni la lascia sola a casa per scendere vestito da femminiello al bar per omosessuali, spiega a una terza perché il Corano non proibisca il sesso orale, invita schiere di altre a pretendere ed esigere l'orgasmo. Fino a quando decide che è più semplice riunire quei consigli in una grande opera omnia. Se immaginare un libro intitolato "Top Secret guida sessuale per coppie sposate" è facile, ben più difficile è pubblicarlo senza farsi sbattere in galera. "Persino la mia famiglia si chiedeva perché m'appassioni tanto a quelle vicende e io rispondevo che accadevano ogni giorno e dunque bisognava spiegarle". La parte più difficile è però scriverne rispettando il Corano. Lootah c'è abituata, perché tutti i consigli dispensati quotidianamente al Tribunale sono obbligatoriamente in linea con il libro sacro. "Da giovane mi sono laureata in giurisprudenza islamica e so bene cosa il Corano permette o vieta", ricorda Lootah. "Ogni parte del libro contiene riferimenti e citazioni precise, quando spiego che il sesso orale è permesso è perché so come motivarlo".
Per non correre rischi, comunque, la consulente decide di sottoporre il suo manoscritto all'autorità del Muftì del Dubai. Il sant'uomo se lo legge da cima a fondo, ci pensa un po' e dà il via libera alla stampa, ma prima avverte l'autrice: "Il fatto che sia in linea con il Corano", le ricorda, "non significa che tutti siano pronti a leggerlo o ad accettarlo".
Il libro pubblicato a gennaio si rivela immediatamente un imbarazzante best seller acquistato a occhi bassi e nascosto tra borse e giornali, ma si trasforma anche in una fonte di grossi guai. "Le citazioni del Corano e la firma del Muftì alla fine non sono servite a niente", ammette sconsolata Lootah. "Molta gente mi dà della pazza, mi accusa di tradire l'Islam e minaccia di uccidermi". L'autrice, però, non sembra comunque troppo pentita. "Giorni fa una ragazza mi ha chiesto se sia permesso baciare ogni parte del proprio uomo e io le ho risposto: leggiti il mio libro e lo capirai".

da ilgiornale.it

lunedì 6 luglio 2009

Finalmente una rivista per l'erotismo delle donne


Avviso ai lettori: se capitate da queste parti e, mentre fate un giretto tra Piccadilly Circus, Hyde Park e Chelsea, venite avvicinati da una giovane donna dai capelli rossi (tinti) che vi chiede se vi andrebbe di posare nudi per una nuova rivista erotica femminile, sappiate che non è uno scherzo. La donna dai capelli rossi si chiama Suraya Singh, nazionalità neozelandese, padre indiano, lei vive a Londra da sei anni. Faceva l'impiegata e, durante la pausa per il lunch, comprato un sandwich, sfogliava le riviste di quei negozietti in cui si vende di tutto, compresi i giornali. C'erano sempre un bel po' di mensili patinati rivolti a un pubblico maschile, con vari gradi di porno, dal soft all'hard. Niente di questo genere, invece, per un pubblico femminile. A lei, una pubblicazione del genere, sarebbe piaciuto leggerla. Alle sue amiche, pure. Così un giorno si è licenziata dal lavoro e ha provato a trasformarsi in editrice/direttrice.
Il risultato arriva in edicola in questi giorni. Si chiama Filament, che emette luce, oppure la parte sterile dello stame, la quale sorregge la parte fertile, secondo la definizione del dizionario. Quale che sia l'interpretazione che si dà al titolo (volendo, se ne possono immaginare anche altre), il sottotitolo spiega meglio di cosa si tratta: "erotica for the thinking woman", ovvero "erotismo per donne col cervello". In copertina, c'è un giovane uomo di spalle, schiena nuda, inginocchiato come per pregare, davanti a una fonte di luce. Dentro, foto di modelli seminudi, racconti erotici, articoli eruditi su temi di interesse generale e anche un paio di ricette di cucina. Cadenza: trimestrale, per adesso.
La formula è già stata tentata, in Gran Bretagna e altrove, senza gran successo. Riviste come Playgirl e For Women cercavano di fare per le donne quello che Playboy e Penthouse, con tutti i loro imitatori, fanno per gli uomini (o facevano: tutto il settore dell'erotismo soft maschile, e anche quello hard, è stato messo in crisi dalla rivalità di internet). Hanno chiuso quasi tutte.
In Inghilterra ne resiste una, Scarlet, descritta nell'ambiente come "Cosmopolitan con più sesso", ma non è esattamente la stessa cosa. Secondo la editrice/direttrice di Filament, la ragione dei fallimenti è che quelle pubblicazioni cercavano di offrire alle donne lo stesso tipo di erotismo offerto agli uomini. In genere, cioè, maschi muscolosi con il corpo cosparso di olio, tipo gli spogliarellisti culturisti di Chippendale. "Non funziona", spiega lei al quotidiano Independent, che l'ha intervistata. "Quelle riviste avevano più successo tra i gay che fra le donne. Se vuoi eccitare una donna, devi prima chiederti cosa la eccita".
Lei lo ha fatto, passando mesi a organizzare forum sull'argomento via web. "Le risposte sono molto interessanti", dice. "Ogni donna è naturalmente diversa, e piacciono ogni tipo di cose differenti, ma il consenso è che a eccitarle non è il maschio culturista alla Chippendale. E' un altro modello di uomo". Un incrocio fra Jude Law, Hugh Grant e Brad Pitt, pare di capire dalle immagini del suo trimestrale. Immagini in cui l'uomo, tuttavia, non è mai completamente nudo: mostra il lato B, ma non il lato A. Come mai?
"Avevamo anche le foto col lato A, ma non ci pareva che funzionassero, che rispecchiassero quello che cercavamo", dice Suraya Singh. "Non sempre per eccitare devi far vedere subito tutto. Ma in futuro avremo anche la nudità completa". A proposito: gli uomini ritratti senza veli su Filament sono stati tutti "presi dalla strada": fermati da Suraya, o dalle sue collaboratrici, che li giudicavano adatti allo scopo, e posti davanti al quesito di cui sopra: poseresti nudo per una rivista erotica femminile?
Non tutti concordano sulla tesi. "Secondo me non c'è grande differenza tra ciò che eccita un uomo ed eccita una donna", afferma Rowan Pelling, ex-direttore della Erotic Review. "La differenza è tra un buon erotismo e cattivo erotismo. Il buon erotismo eccita entrambi i sessi. Penso che sia difficile creare un tipo di erotismo specificatamente adatto a un pubblico femminile, ma tanti auguri alle mie colleghe". Alle lettrici, l'ardua - l'hard, verrebbe voglia di dire con una battuta - sentenza.

da repubblica.it

lunedì 29 giugno 2009

Performance di photo-exhibitionism al "sexy-shop" di lusso: reportage e qualche foto


Un accattivante invito rosa mi apre le porte del negozio Angelique Devil, in via Cerva 7, a un tiro di schioppo da Piazza San Babila, in occasione della performance Erotic self portraits for Angelique Devil ovvero autoscatti erotici fashion PhotoExhibitionism - per raccontare la dimensione sessuale quotidiana. Certo, per chi lavorasse per la Evil Angel di Joe Stagliano, quella sarebbe la dimensione erotica quotidiana.
Naturalmente, prima di recarmi a questo micro-evento sexy-radical chic milanese ho cercato qualche info, soprattutto per trovare una risposta alla legittima domanda "Chi o cosa è Angelique Devil?". In qualche modo sfumato (come richiede il marketing di lusso) ci dà delucidazioni il sito internet:
"Sarò una guida, una regina, ma sarò lontana. Sarò a ricercare nuove strade, a conquistare per voi terre inesplorate di piacere, come quelle disponibili della mia boutique".
Angelique Devil è un negozio specializzato di lingerie e articoli erotici di lusso. O meglio: prendete un sexy shop, patinatelo, usate un lessico ondivago, non chiamate Maurizia Paradiso come testimonial, adottate parole come Sex Toys invece che "dildo e falli di gomma", piazzatelo in centro a Milano e non lungo una statale brianzola, usate jazz sofisticato come colonna sonora e non Gigi D'Alessio. Ecco, state cominciando, mattone dopo mattone, a edificare una boutique di questo tipo.
Poi c'è la merce all'interno. Non made in china plastificata, ma dotata di anima, merce con cui si può fare, tete-a-tete, una conversazione filosofica sui massimi sistemi. Questa è l'idea che il negozio/budoir riesce a conferire a un lucidalabbra che regola la temperatura dei baci o a un paio di manette scintillanti.
Arredo sadiano-barocco, moquette rossa sul pavimento, vibratori che agiscono a ritmo di musica (ops, qua si chiamano vibro-coccole e possono prendere la forma erotica di un delfino), corsetti e pasties (copricapezzoli) piumosi, lingerie sexy targata Dita Von Teese, scudisci imperlati Swarovski per gli amanti del luxury-Bondage.
La performance: una splendida modella russa di 23 anni, Marina Danilkina, si mette in posa e si fotografa con un apposito "telecomando" autoscatto collegato alla sua macchina fotografica Nikon D 40X. Sul suo sito internet Marina scrive:
"Intanto il virus del fashion foto esibizionismo peggiora e si diffonde sempre più dentro me. Se devo essere sincera, durante uno degli ultimi shooting ho anche raggiunto un orgasmo".
Sì, a sentire lei è nata una nuova tendenza nella moda, il foto esibizionismo.
"Prima volta nella storia della fotografia professionale, modella e fotografa sono la stessa persona".

da 02blog.it

sabato 27 giugno 2009

Nudo maschile: la sottile linea di demarcazione tra erotismo e pornografia gay


Loran, alias Lorenzo Ridolfi, è un bravissimo pittore che dipinge, tra gli altri temi, corpi maschili intrecciati e nudi. A proposito di questi suoi soggetti, Loran afferma: "Considero [il nudo maschile] inscindibile dalla mia sessualità, nel senso che quando io dipingo un corpo maschile l'opera è anche espressione del mio essere omosessuale, ma dipingo anche altri temi a cui sono interessato".
Ultimamente i suoi disegni erotici girano per il web ed esprimono passione, sensualità ed erotismo. Alcune immagini sono lì lì per essere pornografiche e allora abbiamo fatto quattro chiacchiere con Loran sia sui suoi disegni, sia sulla sofferenza tra erotismo e pornografia.

Un corpo maschile nudo: quando è un'immagine erotica e quando è porno?
"Per me la differenza sta nella ricerca dei contenuti e nell'utilizzo che l'autore vuole fare dell'immagine, in genere nella pornografia è presente solo uno scopo commerciale raggiunto attraverso l'eccitazione sessuale di chi guarda l'immagine".

Il nudo maschile: quanto è bello e quanto invece è solo sfruttamento?
"A mio parere parlando di bellezza oggettiva, un nudo maschile è bello quanto uno femminile, lo sfruttamento esiste quando con il nudo si vuole vendere un prodotto sfruttando il richiamo della sessualità, come nella pornografia o nella pubblicità".

I tuoi disegni rappresentano spesso scene di sesso tra uomini: come nasce un tuo lavoro?
"Un disegno nasce in genere da un'idea, o da una mia fantasia, a volte anche da un'immagine vista, poi c'è la ricerca dello stile nel rappresentarle. Illustro anche brevi racconti erotici come ad esempio nel blog Maschi per Maschi, allora in quel caso parto dalle parole scritte e cerco di rappresentare le scene descritte".

In un'intervista, hai detto che i tuoi personaggi sono senza pupilla perché così possono esprimere meglio l'aspetto riflessivo: per un artista come te, e per i tuoi disegni erotici, quanto è dovuto alla riflessione e quanto all'immediatezza (dell'eccitazione, se vuoi)?
"L'eccitazione è il punto di partenza che poi rimane per tutto il tempo della rappresentazione del disegno, la riflessione poi si aggiunge nel corso del lavoro con la ricerca dello stile e nel rendere una gioiosità nel sesso e nella sessualità che è il messaggio di fondo che cerco di inviare attraverso i miei disegni".

Quando realizzi un'immagine, pensi anche al fruitore oppure segui quello che ti frulla per la testa?
"Penso al fruitore soltanto quando faccio disegni su commissione ma sempre mantenendo il mio stile e una mia scelta nella rappresentazione, altrimenti seguo le influenze del momento come un'immagine vista, o un libro che ho letto".

Il quadro più particolare che hai realizzato è stato...
"Per i quadri (io dipingo anche su tela) la particolarità sta più nella tecnica nel dipingere un fondo e poi creare l'immagine togliendo il colore, mentre nei disegni quelli più particolari sono quelli dove mi è stato chiesto di rappresentare scene di sesso sado-maso che sono l'opposto della mia visione della sessualità e di quello che voglio dire nel rappresentarla".

da queerblog.it

mercoledì 24 giugno 2009

"Dipingo affreschi erotici pompeiani": il nuovo libro di Betty Argento


Un romanzo tragieroticomico. Così Betty Argento definisce il suo nuovo libro autoprodotto, che s'intitola Dipingo affreschi erotici pompeiani e che trovate su internet. Un titolo complesso per una trama di certo complicata ma interessante: il racconto si articola su due livelli, quello reale e quello onirico. La protagonista del libro, Beatrice, vive una quotidianità fatta di insoddisfazione - professionale e sentimentale - accompagnata da un cattivo rapporto con il cibo. Nei suoi incubi notturni, poi, deve fare i conti con un alter ego che vive al tempo della Seconda Guerra Mondiale. Protagonista dei sogni è sempre un giovane soldato tedesco.
Le storie d'amore di Beatrice non hanno mai avuto un lieto fine: prima la relazione con un uomo manesco, poi l'incontro fatale con un ragazzo tanto simile a Bono Vox che l'ha sedotta, ma che è scomparso dopo un solo bacio. Infine un fidanzato tanto perfetto quanto noioso e che a letto è una frana.
Solo l'intervento di Annebell, una collega italo-olandese che odia Beatrice fino all'inverosimile, farà sì che la vita della protagonista si trasformi in una continua maratona di sesso sfrenato. Annebell, deus ex machina delle strane avventure di Beatrice, vorrebbe solo farle del male, ma le inaspettate esperienze erotiche non convenzionali saranno per la nostra eroina, nel bene e nel male, un modo per capire se stessa e per riconoscere finalmente il vero amore.
Questo libro è accompagnato dalla musica degli U2, che rappresentano la piacevole colonna sonora di una storia estrema (Beatrice sperimenta il bondage, il mondo psichedelico della droga e per poco non viene costretta ad accoppiarsi con un cavallo) ma che in fondo vuole semplicemente raccontare la sofferenza di una donna incapace di trovare se stessa.

da mentelocale.it

L'erotismo intellettuale


Ci sono molti modi di interpretare l'erotismo. Qui si sceglie di assecondare il filone iniziato dai grandi classici della letteratura erotica a partire dall'Ars amatoria di Ovidio, passando attraverso il capolavoro di Vladimir Nabokov Lolita, Il delta di Venere di Anais Nin e L'amante di Marguerite Duras. L'erotismo si distacca dalla pornografia grazie all'intervento dell'intelletto e dell'arte. Perché si distingue tra nudo volgare e nudo artistico? Proprio per questo motivo.
In Giappone la concezione del corpo come attrattiva erotica nasce dallo shintoismo, ovvero, l'insieme di valori del paganesimo. Tra i classici dell'erotismo giapponese annoveriamo certamente l'opera più celebre del premio Nobel Yasunari Kawabata: La casa delle belle addormentate, dove un uomo di età avanzata riscopre il piacere sessuale di giacere semplicemente, senza malizia, a fianco di giovani donne nude addormentate. Yosano Akiko è invece un rappresentante fondamentale della poesia erotica giapponese.
Anais Nin nel suo Delta di Venere narra racconti estremamente espliciti, nei quali non mancano le più bizzarre e impensabili perversioni. Nonostante ciò, la sua scrittura elegante, pungente ed erudita libera la raccolta da ogni volgarità. Lo stesso vale per il romanzo La noia di Alberto Moravia, ovvero la storia d'amore erotico tra un professore di filosofia e la modella di un artista scomparso: di nuovo il rapporto tra la donna dal corpo e l'aspetto giovane e delicato e l'intellettuale attempato già proposto in Lolita.
Tanto per cambiare le carte in tavola, Simonie-Gabrielle Colette racconta nel suo romanzo Chéri la passione erotica tra una donna matura con un passato da cortigiana alle spalle e il giovane bellissimo e viziato Chéri, il quale si potrebbe aggiudicare il titolo di alter ego maschile della piccola Lolita.
Dalla letteratura, facilmente si passa al cinema, considerando che gran parte di questi romanzi sono poi divenuti dei classici del cinema erotico: La noia di Cédric Kahn, Lolita di Kubrik, L'amante di Jean Jaques Annaud e Chéri di Stephen Frears.
La musica stessa può assumere connotazioni erotiche di diverso tipo. Qui abbiamo scelto di dedicarci alla sensualità espressa dalla voce, dal movimento del corpo e dalla capacità dei suoni di penetrare ed evocare passione nella mente e nei sensi senza bisogno di parole specificatamente erotiche.

da wuz.it