lunedì 29 dicembre 2008

Sesso al parco con Kohei Yoshiyuki


Gli scatti rubati di Kohei Yoshiyuki saranno esposti per la prima volta in Italia alla Galleria Brancolini Grimaldi di Roma. Fotografie in bianco e nero che innanzitutto provocano e fanno riflettere. La serie di The Park risale agli anni '70 quando il giovane Kohei decide di andarsene in giro per i parchi pubblici di Tokyo a fotografare gli incontri sessuali di perfetti sconosciuti. Con lo spirito di un abile cronista più che di un artista ispirato, realizza un vero e proprio reportage di carattere sociale mettendo in scena il lato oscuro della capitale nipponica.
Scene di sesso come nature morte, ritratte con freddezza. Una serie di scatti chirurgici, algidi e distaccati che si mascherano d'erotismo ma letti in filigrana evocano momenti di solitudine più che di irrefrenabile passione. Una mostra insolita, un appuntamento al buio che a distanza di trent'anni sorprende, interroga e attrae. Da non perdere.

da mag.sky.it

venerdì 26 dicembre 2008

Tom Ruddock, i punti cardinali di un erotismo senza tempo


"La porta si apre in un anfiteatro all'aperto della montagna di Heidelberg. Alla fine degli anni '60 e nei primi anni '70, quando il mio indirizzo è stato a volte 'da nessuna parte in particolare', con un sacco a pelo, del fumo e qualcosa per tenermi caldo, questo era il mio posto preferito. Era come essere in un piattino gigante e il cielo notturno, grande e promettente. Piccoli fuochi intorno alle terrazze e musica acustica; quando era tranquillo potevi sentire i sussurri dall'altra estremità. Quante volte ho guardato i miei compagni pensando: non sarebbe fantastico se fosse sempre così... per poi di mattina presto tornare in città. Guardo indietro dal punto in cui ho scattato questa foto molti anni più tardi, e ancora una volta penso che ciò che è stato non era niente meno di un'avventura".
Tom Ruddock è un affermato professionista della fotografia erotica, collaboratore di Bluenudes.com. Tanti anni fa si costruì questo sito web, ormai dimenticato anche da lui, nel quale ha inserito i suoi lavori orientandoci (e amabilmente disorientandoci) con i suoi personalissimi punti cardinali: nord per le sue "selected photos", ovest per i nudi, est per il fashion e sud per tutto ciò che rimane. Le indicazioni le avete, adesso perdetevi pure.

da guide.supereva.it

domenica 21 dicembre 2008

Milo Manara: il fumetto e l'arte


Un regalo di natale per gli appassionati del fumetto ma anche una scoperta per quanti si avvicinano da profani al genere e al lavoro di Milo Manara. Di lui, nell'immaginario collettivo, esistono soprattutto le donnine formose e sensuali, eroine mozzafiato tutte curve che testimoniano anche la lunga e proficua amicizia tra Manara e Federico Fellini. Ma Manara si rivela al tempo stesso artista poliedrico e multimediale e questa mostra, ospitata solo per un mese alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, ne è la dimostrazione.
Qui non ci sono solo strisce, ci sono quadri a olio, acquarelli, quaderni di schizzi per personaggi e ambienti di film, tecnica e ricerca, e una straordinaria capacità di rendere in immagini idee e sogni.
L'omaggio a Manara è il fulcro del Venice Comic Art Fest, primo festival del fumetto organizzato da Veneziacomix per riportare nella città lagunare quell'attenzione e quell'amore per il fumetto che, a partire dagli anni '50, hanno reso centrale Venezia nella pur breve storia di quest'arte, attraverso autori come Hugo Pratt, Dino Battaglia e Giorgio Cavezzano.
In mostra ci sono i "nuovi sogni" dell'artista, oltre trecento opere - tra tavole, illustrazioni e quadri a olio - mai esposte prima al pubblico e del tutto inedite in Italia.
Si parte dallo stesso manifesto della mostra, creato appositamente dal disegnatore per l'occasione: protagonista è una sexy-gondoliera dark, con rigoroso completino di pelle nera, che sta portando la sua imbarcazione chissà dove, verso un viaggio nel fantastico.
E davanti ai nostri occhi si apre un universo erotico e misterioso, fatto di tavole splendidamente colorate ad acquarello: sono le ambientazioni, in assoluta anteprima, per il film Barbarella, remake hollywoodiano della famosa pellicola del 1968 di Roger Vadim, che dette la celebrità a una giovanissima Jane Fonda. Questa volta dietro la macchina da presa ci sarà il regista Robert Rodriguez. E se non sarà facile trovare chi rimpiazzerà Jane Fonda in carne e ossa, le protagoniste di carta disegnate da Manara sono invece di straordinario appeal, così come le ambientazioni, in una specie di futuro preistorico.
Ma in Manara c'è anche il gusto del racconto storico, come la saga dei Borgia che l'artista sta realizzando dal 2004 su sceneggiatura di Alejandro Jodorowsky, di cui in mostra si possono ammirare le tavole del quarto volume, ancora inedito.
E poi c'è una inaspettata passione per l'epica, per un'Odissea per ragazzi: un progetto praticamente finito, molto caro a Manara che ci ha lavorato tra il 2003 e il 2005, e che aspetta solo di essere trasformato in un film o in un libro. L'idea è quella di raccontare ai ragazzi la storia di Ulisse attraverso le parole di un altro ragazzo, Telemaco.
Le tavole ad acquarello e i due quaderni di schizzi dei personaggi, in mostra a Venezia, hanno una forza espressiva davvero straordinaria. Sono disegni diversi da quelli cui Manara ci ha abituato, che raccontano una storia magica con pennellate altrettanto magiche, sfumate, con un languore di fondo che ritorna anche nel volto di Ulisse, che ha i tratti di Pier Paolo Pasolini.

da ilsole24ore.com

venerdì 19 dicembre 2008

Milena Milani: "La mia vita nell'arte"


Parla che sembra una ragazzina, Milena Milani; come se il 24 dicembre di anni non dovesse compierne 91, ma tanti, tanti di meno. Ha la grinta di un'adolescente.
Savona, sua città natale, proprio in questi giorni le sta rendendo omaggio con una mostra, Milena Milani profilo di un'artista italiana, allestita nelle sale della Pinacoteca Civica. Un omaggio che per lei è stato una vera sorpresa: "L'assessore Molteni è un mio fan da molto tempo", afferma l'artista e scrittrice, "già alcuni anni fa mi aveva dedicato inaspettatamente una pagina sul Foglio di Giuliano Ferrara, e da sempre cerca di comprare i miei libri vecchi".
La mostra, visitabile gratuitamente fino al 15 febbraio 2009, comprende diverse opere che la Fondazione museo d'arte contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo ha donato alla città di Savona ma che fino a ora non avevano trovato posto nelle sale della Pinacoteca. Sono quelle che l'artista chiama confidenzialmente "opere del sottoscala": le pitture e gli squarci dello scrittore sudafricano John Maxwell Coetzee, per esempio, oppure le opere di Beniamino Joppolo, fondatore insieme a Lucio Fontana dello spazialismo.
Un'altra parte dell'esposizione, invece, è dedicata a Milena Milani scrittrice e ospita vecchie edizioni dei suoi romanzi e locandine. C'è pure una sala "tutta dipinta di rosso" dove vengono proiettate immagini del film La ragazza di nome Giulio di Tonino Valerii (1970), tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice savonese.
Lei se lo ricorda bene quel film: era amica della famosa collezionista d'arte Peggy Guggenheim, la quale mise a disposizione la sua casa veneziana per le riprese. Specificando però di non toccare il letto: "Il regista, invece, volle subito girare una scena d'amore proprio sul letto", ricorda l'artista, che rivedendo quelle scene durante l'inaugurazione della mostra (lo scorso 12 dicembre) è rimasta colpita da alcuni particolari di cui probabilmente non esistono altre testimonianze: "Mi ricordo bene quella testata in argento, opera di Antoine Calbet, e accanto al letto una collezione di orecchini vistosi, creati da diversi artisti".
La ragazza di nome Giulio, il romanzo, come è noto non ebbe però vita facile. La storia della giovane Jules di fronte al sesso, tra desideri, paure e l'assenza di qualsiasi piacere nell'atto sessuale, fece scandalo: dopo un rifiuto da parte della Mondadori nel 1963, il libro venne pubblicato l'anno successivo da Longanesi, ma poi fu sequestrato e l'autrice incriminata per pubblicazione oscena.
Un periodo difficile, quello: "Il mio compagno era morto da poco, tutti mi accusavano di essere una pervertita e in più persi anche la collaborazione con il Corriere di Informazione, l'edizione pomeridiana del Corriere della Sera. Dicevano che il mio nome non era più gradito".
Il romanzo, che ebbe un successo enorme all'estero ("soprattutto in Francia, in America e in Inghilterra" precisa l'autrice), in Italia fu ripubblicato solo diversi anni più tardi.
"La storia era troppo osé per quel periodo", afferma oggi l'autrice, rivelando poi di essersi ispirata a un fatto ben preciso: ero a Venezia, la figlia di un'amica mi confessò di essere innamorata di un ragazzo e di avere fatto sesso con lui senza provare alcun piacere".
Dopo aver chiesto ad alcune amiche - e anche a sua madre - la scrittrice arrivò a una tragica conclusione: "le donne mentono". E cominciò la stesura del libro.
Milano, Roma, Venezia, Parigi, Cortina, New York. Milena Milani ha vissuto in giro per il mondo per tutta la vita, ha conosciuto decine e decine di artisti e letterati - da Ungaretti a Fontana, da Moravia a Jorn, da Carlo Levi a Caldarelli, solo per citarne alcuni - ed è una vera miniera di aneddoti.
Nel corso della nostra chiacchierata, accenna alla sua prima partecipazione a una mostra ("era a Venezia e si chiamava Il gioco del paradiso: io non avevo ancora pubblicato nulla, ma fui invitata perché avevo vinto i Littoriali di poesia"), di quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, molti pittori si rifugiavano a Roma credendo che fosse un luogo sicuro ("mi chiamavano la Settentrionale"), degli anni milanesi e della Galleria Il Naviglio. La starei ad ascoltare per ore.
Alla soglia del 91° compleanno, la vita di Milena Milani è sempre piena di progetti. "Non ho ancora finito di fare quello che voglio fare" dice, alludendo a un doppio progetto in cantiere ad Albisola e Albisola Mare: "un centro studi" rivela, e poi "un'associazione chiamata Albisola Amore, proprio come il libro di Simona Poggi che ripercorre la storia dell'artista e gli anni d'oro dell'arte del Ponente Ligure.

da mentelocale.it

Ebook porno sul cellulare? Prove di letteratura erotica mobile


L'industria del porno è la chiave di svolta per convalidare una tecnologia emergente. L'editoria da tempo cerca il grimaldello per sfondare un mercato potenzialmente redditizio, quello degli ebook e della lettura mobile. Cosa c'è di meglio della letteratura erotica per cellulari?
La creatura dell'editore Holly Schmidt si chiama Ravenous Romance, una collana di mini-racconti erotici in serie. 500 parole al giorno scritte da donne, per le donne. Un libro erotico al giorno per il cellulare alla stregua dei keitai giapponesi.
Tra le autrici della collana anche Catherine Hiller, ex autrice di Penthouse. Pare che John Updike, che definisce la scrittura della Hiller come "coraggiosa e piacevole", si sia offerto per la redazione di una nota di copertina. Che sia la svolta erotica per l'autore di Corri, Coniglio?
da booksblog.it

lunedì 15 dicembre 2008

I corpi voluttuosi di Tamara


Tamara de Lempichka, una delle figure più enigmatiche del panorama artistico europeo del secondo dopoguerra, delinea, attraverso le sue opere, il profilo maturo di un erotismo passionale e drammatico, l'affermazione di un'immagine di donna finalmente indipendente, libera nel rintracciare e mostrare l'intima contraddizione e l'indefinibile fascino che governa la natura femminile, inquieta nella ricerca di nuove forme e diverse soluzioni espressive.
Il sito ospita alcune delle sue opere più famose; i corpi sono resi assoluti ed esemplari, volumi puri. La luce sosta su di essi come su di una materia paca e compatta. Diventano eventi unici, ampi luoghi che dichiarano il miracolo carnale della seduzione attraverso la purezza di un gesto o di una forma. E' un viaggio nell'erotismo femminile, che ne scioglie gli equivoci, purificandolo, in cui è possibile intuire qualcosa di eternamente vivo e qualcosa che invece è perso per sempre.

da guide.supereva.it

"La bussola amorosa", un libro di Paolo Lingua


Un romanzo libertino che racconta la spericolata iniziativa erotico-sentimentale di una ventenne imparentata con la protagonista di Storia di O di Pauline Réage e la Valentina di Crepax. Silvana, l'eroina di La bussola amorosa, durante un fantastico viaggio in autostop lungo l'autostrada Roma-Genova, è travolta in una spericolatissima serie di incontri con maschi, disinibiti o nevrotici, con cui vive fulminanti, drammatiche e imprevedibili relazioni. La ragazza, come l'eroina di una famosa novella del Decamerone, passa attraverso molte braccia e molti letti. L'autostrada, colonna vertebrale dell'Italia ormai travolta dalla civiltà di massa, è il territorio di una catena di picaresche e oniriche competizioni che aiutano Silvana a trovare la bussola per orientarsi nell'accidentato percorso dell'amore e dell'eros.
Il libro uscì in prima edizione nel 1981 per i tipi della Bompiani ed entrò fra i cinque finalisti del concorso del Radio Corriere "Un libro per l'estate".

da genovapress.com

domenica 14 dicembre 2008

Il ritorno di Zahra


Torna Zahra, la donna perfetta creata per il freddo che scalda gli animi di chi osserva le sue forme sinuose. Il personaggio del prolifico autore Roberto Baldazzini riempie le pagine del calendario 2009 Zahra in the World della società Zanotti. Quest'anno la nostra eroina compie un fantastico viaggio intorno al mondo e ogni continente viene interpretato attraverso la bellezza e l'avvenenza del suo corpo.
Il calendario esclusivo e a colori verrà destinato ai vari distributori mondiali e in parte potrà essere venduto agli appassionati e ai collezionisti. Il nuovo calendario, come è accaduto lo scorso anno, ha anche una funzione sociale molto importante. Infatti sarà possibile acquistare i disegni originali di Baldazzini partecipando a un'asta virtuale il cui ricavato insieme a quello della vendita dei singoli calendari verrà devoluto a un'associazione di beneficenza.

da delirio.net

Il "Playboy" che rivoluzionò l'erotismo


Il nuovo esordio di Playboy in Italia ha riacceso i riflettori sulla storica rivista che, nel corso degli anni, ha perso il suo mordente sull'odierno pubblico, fin troppo, smaliziato di fronte al nudo femminile. A remare contro il cult dell'erotismo è stato, dunque, proprio l'enorme cambiamento imposto dalla rivoluzione sessuale che lo stesso magazine ha, ampiamente, contribuito a far insorgere. Legge del contrappasso? Playboy è stata, infatti, la prima rivista che si dedicò alla fotografia erotica, miscelata con articoli di moda, sport, politica e soprattutto interviste a personaggi illustri. La tipologia di servizi presentati l'hanno fatta rientrare nel genere definito softcore, di cui è stata illustre esponente, contrapposto all'hardcore introdotto da Penthouse.
Il primo numero di Playboy fu pubblicato nel 1953 dal suo storico editore, Hugh Hefner, che scelse come madrina d'eccezione la splendida ed esordiente Marilyn Monroe. Il sex symbol più venerato al mondo, a cui furono dedicati copertina e "paginone centrale", portò davvero molta fortuna alla rivista che esaurì le sue 53.991 copie. Il valore di quel numero, venduto per soli 50 centesimi di dollaro, nel 2002 era già quotato 5.000 $! D'altra parte il business costruito intorno al mensile non è da poco conto se si pensa al relativo sviluppo della Playboy Enterprises, società per azioni quotata alla borsa dei valori di New York e specializzata nell'intrattenimento per adulti attraverso ogni tipo di media. Ma non solo. E' altrettanto esemplificativo lo straordinario successo del marchio del giornale, tra i più diffusi al mondo, che oggi contraddistingue moltissimi oggetti.
Disegnata da Art Paul e apparsa solo dal secondo numero, l'immagine del coniglio con il papillon fu scelta da Hefner come esplicito riferimento a un certo tipo di atteggiamento sessuale, qui, ironicamente stereotipato. Per alcuni anni, esattamente dal 1955 al 1979, la "P" di Playboy apparve decorata con delle stelline, il cui numero oscillava da 0 a 12. Contrariamente a quanto ipotizzato dalle fervide fantasie di chi vi lesse una sorta di voto dell'editore sulla playmate del mese e sulle sue relative prestazioni sessuali, quelle stelle indicavano, molto più semplicemente, i contenuti pubblicitari presenti nel numero.
Playboy è divenuta nel tempo una delle riviste più diffuse al mondo, conta, infatti, circa trenta edizioni - dal Brasile, alla Lituania, all'Argentina, ecc - lavorate con una certa meticolosità. A questo proposito è utile raccontare che il numero più venduto fu quello del novembre 1972, con 7.161.561 copie vendute. La modella del mese fu Lena Sjooblom immortalata dal fotografo Jack Niland che realizzò l'immagine utilizzando i principi della Dharma Art insegnati dal maestro di meditazione tibetano Chogyam Trungpa Rinpoche. Questa fotografia divenne l'immagine standard per il collaudo degli algoritmi di elaborazione delle immagini.
Il mensile, la cui popolarità è inscindibilmente legata al carisma di Hefner, aspira a una sensualità elegante che non trascenda nel porno, rivolta a un pubblico maschile di un certo livello culturale. Le foto artistiche delle conigliette sono, infatti, spesso accompagnate da pezzi giornalistici piuttosto validi.

da ccsnews.it

venerdì 12 dicembre 2008

Brass: "L'erotismo sono io"


Tinto Brass... ma Tinto non è il suo vero nome?
"Sì, mi chiamo Giovanni, il nome Tinto mi fu regalato da mio nonno pittore, cominciò a chiamarmi Tintoretto perché da piccolissimo amavo molto disegnare".

Origini borghesi, si sente un borghese?
"Non so cosa significhi essere borghesi. Le mie origini sono alto borghesi perché mio padre, un avvocato famoso e grande oratore, era anche molto ricco".

Cosa voleva suo papà per lei?
"Desiderava vedermi avvocato come lui. Comunque ho avuto sempre buoni rapporti con lui e con tutta la famiglia".

Da piccolo era già esuberante?
"Sì, esuberante e molto vivace. La mia famiglia puritana non mi accettava con piacere. Mia madre ha dovuto cambiare tante donne di servizio proprio per la mia esuberanza e la mia vivacità".

Ha qualche rimpianto?
"Proprio verso mio padre, non ho mai chiarito le incomprensioni tra me e lui, ho sempre pensato di farlo un giorno, ma mio papà purtroppo è morto".

E Carla Cipriani, la donna della sua vita?
"Frequentavo giurisprudenza, vivevo da solo e mi sono fidanzato con la sorella di Arrigo Cipriani, quelli della mitica locanda di Torcello, Carla. Con lei ho condiviso vita e lavoro per più di 50 anni. Non riesco ancora a vivere senza di lei. Mi ha regalato due figli stupendi. E Carla, mia moglie, è stata la mia musa e la mia prima collaboratrice. Lei sapeva sempre tutto di me. Eravamo due sensuali".

Cos'è la sensualità?
"E' il cemento di una coppia. Sul lavoro Carla mi ha sempre aiutato, ma non è mai intervenuta nel mio rapporto con le attrici. Un rapporto unico ed esclusivo".

Ha lasciato Venezia per andare a Parigi?
"Sì, dopo la laurea mi sono trasferito a Parigi per quasi cinque anni e ho lavorato alla Cinémathèque Français. Ho cominciato a fare cinema molto serio. Ho frequentato autori di cinema bravissimi, la nouvelle vague francese, Truffaut, Godard, Chabrol e Roberto Rossellini. Fu proprio Roberto a volermi come aiuto nel film Il generale della rovere".

E il suo primo film come regista?
"Chi lavora è perduto, film del '63. Per 20 anni il mio cinema è stato un cinema impegnato. Salon Kitty, Caligola e tanti altri. Era il 1983... e... un grande successo e un gran chiasso: La chiave, film che ha rilanciato Stefania Sandrelli. Da allora mi son dedicato al genere erotico rosa".

E ha lavorato con attrici bellissime...
"Sì, Serena Grandi, Debora Caprioglio, Claudia Koll, Francesca Dellera. Un genere erotico del quale penso di essere un autore di culto e a volte, a torto o a ragione, un emblema".

Il suo rapporto con le attrici?
"Sempre ottimo sul set, anche se dopo alcune hanno rinnegato la mia opera e i miei rapporti cinematografici con loro".

Un'attrice con la quale avrebbe voluto lavorare?
"Marilyn Monroe".

Il suo prossimo film?
"Ziva - l'isola che non c'è. Una storia d'amore e un apologo insieme sulla vitalità e l'intelligenza delle donne. Un pamphlet contro la brutalità della guerra, una metafora per la speranza di un mondo diverso. Una protagonista eccezionale, un avvocato e psicanalista indiana, Caterina Varzi. L'ho conosciuta per lavoro e l'ho subito sognata come l'interprete ideale di un film che avevo appena scritto".

Perché?
"Perché il cinema è sogno".

da iltempo.ilsole24ore.com

sabato 6 dicembre 2008

Romanzo erotico o nuovo femminismo? "Zone umide" di Charlotte Roche


Esce in Italia, pubblicato da Rizzoli, Zone umide, il romanzo erotico che ha fatto scandalo in Germania, diventando un libro-culto tra le adolescenti tedesche. Il caso ha diviso la critica: mentre alcuni hanno liquidato l'opera come l'ennesimo "romanzo erotico", altri vi hanno colto un ultimo ed estremo atto di emancipazione femminile; di qui la definizione di Zone umide come "manifesto del neofemminismo" in forma di racconto, capace di dare spazio alla fisicità femminile in ogni sua più libera espressione. Il dibattito, a ogni modo, è destinato a durare.
In Zone umide si parla di sesso estremo e stravagante, di oggetti insospettabili utilizzati come sex-toys, di umori ed effluvi corporali. All'irriverenza dei contenuti si accompagna una notevole capacità narrativa. Il linguaggio è schietto e costituito da un misto di registri (da quello da "caserma" a quello "accademico") utilizzati per descrivere organi del corpo, funzioni fisiologiche e pratiche erotiche.
La protagonista è Helen, un'adolescente che scopre la dirompente vitalità del suo corpo dando vita a un personaggio che è un misto di ingenuità e lolitismo, che ora suscita disgusto e ora strappa il sorriso. Tramite la scoperta estrema e demistificante del corpo, Helen esprime tutta la sua condizione di adolescente sola e confusa.
Ma il vero intento dell'autrice è un altro: "A ispirare Zone umide è stata una passeggiata nel reparto prodotti per l'igiene intima di un supermercato" si legge sulla quarta di copertina. Charlotte Roche vuole infrangere l'ultimo dei tabù legati al sesso: quello degli odori e dell'igiene compulsiva, di una "femminilità" asettica e artificiosa, da rivista patinata. Il corpo della protagonista diventa così strumento per superare le tacite schiavitù alle quali il corpo della donna è costantemente soggetto. Da Zone umide emerge l'immagine di una donna liberata e intera, capace di accettare il proprio corpo e la propria natura senza finzioni.
Alla luce di questo romanzo la letteratura erotica e la pornografia tradizionale perdono il loro carattere trasgressivo e si rivelano ingannevoli mistificazioni, luogo di elogio di un sesso falso, profumato, ripulito.
Sta di fatto che Zone umide è stato il primo e l'unico romanzo tedesco a raggiungere la vetta della classifica mondiale di Amazon ed è in corso di pubblicazione in 25 paesi. In Italia il libro è già alla terza edizione.

da businessportal24.com

"Enigmi della sessualità femminile" di Aloyma Ravelo


Aloyma Ravelo è una giornalista cubana, conduttrice di "Radio Progreso" e "Cubavision", specializzata in sessuologia femminile. Fa parte dell'Unione degli Scrittori (UNEAC) - condizione essenziale per pubblicare in patria - collabora all'Editorial de la Mujer e scrive articoli di carattere sessuale. L'editore modenese Borelli incontra Aloyma alla Fiera del Libro dell'Avana e decide di acquistare i diritti per pubblicare il suo manuale di sessuologia anche in Italia. Borelli è noto al pubblico per la collana di narrativa erotica "Pizzo nero" - unica nel suo genere - che accoglie opere di buon valore rigorosamente scritte da donne (Mazzucato, Cordell, Rizzi, Sala, Cordero, Rollina...).
Enigmi è un libro insolito, perché non è un romanzo, ma una sorta di saggio (molto popolare) pensato per stuzzicare la fantasia delle adolescenti e invitarle a conoscersi meglio. Aloyma Ravelo parla di invidia del pene, punto G, clitoride, piacere, orgasmo, amore come benessere, relazioni chimiche, vita di coppia, comunicazione tra sessi e gelosia. La cosa più importante è che l'autrice non si limita a elencare notizie e modelli teorici, ma approfondisce gli aspetti pratici di una relazione amorosa con una serie di testimonianze e di documentazioni. Aloyma Ravelo affronta il tema del tradimento, parla di avventure maschili e di sensi di colpa femminili, ma soprattutto si dilunga sulle fantasie sessuali per sconfiggere la routine matrimoniale. Non mancano le posizioni dell'amore, si va dallo smorza-candele allo scorpione, passando per l'elefante, con vantaggi e svantaggi, corredati di consigli per donne incinte che non rinunciano al sesso. La Ravelo parla pure di finzione, assenza di orgasmo, caduta del desiderio, masturbazione, coito doloroso e problemi psicologici.
Non manca niente in questo libro, neanche l'amore lesbico, raccontato come una delle possibili esperienze di una disinibita. Il libro è interessante soprattutto per le quindicenni a caccia di sensazioni proibite e per i ragazzini che vogliono scoprire i meccanismi della sessualità femminile.

da tellusfolio.it

lunedì 1 dicembre 2008

Pop porn a Le distillerie clandestine


L'arte si è sempre ispirata al sesso, e allora perché non ammettiamo che il sesso può esser arte?
O ancor di più... può "farsi l'arte"? Un binomio perfetto tra fascino erotico e la più pura sensualità è il filo conduttore di Pop Porn, la piccante e provocatoria collettiva di arte contemporanea.
Dopo l'incredibile successo riscontrato con la prima edizione a cui hanno preso parte oltre 800 ospiti si rifugia in una nuova location che non arrossisce affatto: Le Distillerie Clandestine, uno degli spazi più vivaci della capitale, con una nuova coraggiosa sfida.
Provocazioni sofisticate e raffinate. Ogni goccia di colore, riversa sulla carta o stoffa, stratificazioni mentali e pulsioni erotiche. Desideri celati in oniriche fantasie, alla scoperta di un meraviglioso sentire, fremere in un morbido sfiorarsi. Artisti pronti a stupire e a far riflettere ogni visitatore. E come un grido di godimento, un sussulto delle membra e un'estasi dei sensi, vogliamo perderci per una sera in un mondo di libidine e colori, di corpi e ombre, giocattoli sexy e divertenti che rappresentano i più segreti dei desideri, le forme dei loro corpi sprigionano recondite fantasie... ammiccano... ti osservano e ti provocano. Inevitabile l'incontro di sguardi.
Interamente fatti a mano, alcuni persino con abiti "vissuti", pregni di odori e ricordi. Chic e raffinatezza... ribaltano la comune percezione degli accessori erotici. Show di moda per accendere una sana immaginazione, verso un mondo dell'eros senza mistificazioni e complicazioni. Pop Porn affronta tutto l'ampio universo legato alla sessualità e all'erotismo in tutte le sue forme e in tutte le sue sfaccettature: amore, passione, desiderio, attraverso vari percorsi, stili e tecniche, trasformando il semplice atto sessuale in qualcosa di molto più intenso.
Verrà allestita all'interno del locale una sorta di "dark room" dove verrà realizzato un set fotografico live aperto agli ospiti: un luogo dove ogni peccato tornerà virtù, dove ognuno potrà mettere alla prova la sua capacità di seduzione di fronte all'occhio indiscreto dell'obiettivo.
Un grido di godimento, un sussulto delle membra e un'estasi dei sensi, dove tutti possono perdersi per una sera in un mondo di provocazioni e colori, di corpi e ombre, e assumere un ruolo diverso da quello che la vita quotidiana impone. Per una sera, l'erotismo giocherà col mondo pop, coi suoi colori, con la sua eccentricità, con le sue bugie.

da close-up.it

Da social network erotico all'agenda "intima", arrivano i siti dove condividere le proprie esperienze a luci rosse


Antonio Cassano ha raccontato di aver avuto 600 o 700 donne. Il numero esatto non se lo ricorda. Eppure c'è una bella differenza tra l'una o l'altra cifra, più o meno paragonabile alla vita sessuale di una decina di persone comuni. Se invece fate parte della schiera dei latin lover incalliti o delle vamp mangiauomini affetti da problemi di memoria che vi impediscono di ricordare le vostre avventure amorose, internet potrebbe esservi d'aiuto. Tenere online una traccia della propria vita sessuale è la prerogativa di molti siti.
L'ultimo in dirittura d'arrivo si chiama Boffery. Progettato da Melissa Gira Grant, scrittrice erotica americana, Boffery si presenta come un vero social network del sesso, in cui gli iscritti potranno raccontare e condividere le proprie esperienze amorose con gli altri. Sarà possibile, alla faccia della discrezione, visualizzare in una mappa a forma di ragnatela le relazioni che legano gli iscritti l'un l'altro. Relazioni a luci rosse, ovviamente. Ma Boffery, che è ancora in fase di testing, non è che l'ultima delle trovate apparse in rete pensate per catalogare i propri flirt.
Prima era venuto My Black Book, che funziona però in maniera diversa: consente di tenere nota dei propri partner e degli incontri intimi, con annessa valutazione della prestazione. I responsabili di MyBlackBook ne esaltano l'utilità sociale: archiviare le tresche è un buon modo, a loro detta, per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili. Sarà...
Meno "impegnato", invece, è Bedpost: anche qui è possibile prendere nota degli incontri a luci rosse: con chi si è andati a letto, quando, e come è stato in termini di durata e di prestazione. Scala di voti da 1 a 5, e promessa di massima riservatezza: anche in questo caso, le informazioni non potranno essere condivise con altri.
Insomma, se non volete fare la stessa fine di Cassano, la rete vi offre alcune soluzioni. A voi decidere se vale la pena ricordarsi tutto.

da affaritaliani.it

"Facciamo un gioco" di Emmanuel Carrère: un esperimento di controllo


"Voglio farti una proposta. A partire da questo momento, tu farai tutto quello che ti dico. Letteralmente. Passo passo. Se ti dico: smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominciare prima di dieci minuti, tu smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominci prima di dieci minuti. Era un esempio, non vale. Ma in linea generale sei d'accordo? Ti fidi di me? Va bene, adesso te lo dico davvero: alla fine di questa frase smetti di leggere e dedica dieci minuti, orologio alla mano, a chiederti dove voglio andare a parare. Lettore, lettrice soprattutto, io non vi conosco, non ho nessun diritto di darvi degli ordini, ma vi consiglio comunque di fare la stessa cosa".
Tutto nasce da un'iniziativa del quotidiano "Le Monde" che, solitamente, nei mesi di luglio e agosto, pubblica un inserto con un racconto ogni sabato. Il 20 luglio 2002 il racconto è stato scritto da Emmanuel Carrère, cinquantenne scrittore francese, più conosciuto per La settimana bianca e L'avversario. Il racconto in questione è una sorta di esperimento erotico di controllo, dove lo scrittore decide alcune cose e il destinatario le esegue. Particolarità ulteriore è il fatto che la destinataria era la compagna dello scrittore stesso, che doveva leggere il racconto sul treno TGV Parigi-La Rochelle delle 14.45. Una lettera piena di intimità, ma lasciata nelle mani dei seicentomila lettori del quotidiano francese, invitati a seguire anche loro le indicazioni di Carrère.
Questa sorta di piccolo esperimento sociale ha portato delle conseguenze inaspettate (o forse sperate dall'autore): allo scrittore sono arrivati più di mille messaggi di posta elettronica (il suo indirizzo era inserito nel racconto), a suo dire, la maggior parte entusiasti del lavoro e dell'esperimento al quale avevano preso parte; altri hanno scritto la loro versione (due sono accluse nel libro: la prima, "la più perversa", è il racconto di un presunto amante che vuole insinuare il dubbio del tradimento nello scrittore, la seconda, "la più commovente", è stata scritta da una settantenne che ringrazia Carrère dei momenti di piacere provati leggendo) mentre, su "Le Monde" e sulla stampa francese, si è scatenata una polemica come al solito gestita tra i detrattori più feroci e gli entusiasti più accaniti.
Ma sarà successo veramente? La domanda che tutti si sono posti e che ha incuriosito i lettori viene soddisfatta proprio in questo libro che aggiunge al racconto una gustosa nota scritta dall'autore stesso.

da nonsolocinema.com

Presentazione "Tango elettrico" di Tjuna Notarbartolo


Vittorio Sgarbi presenterà oggi alle ore 16.30 alla biblioteca Nazionale di Napoli il romanzo di Tjuna Notarbartolo.
Tango elettrico è un romanzo leggero, divertente ed erotico, che ha una struttura inusuale che attraversa varie possibilità della comunicazione contemporanea, da quella dei messaggi dei telefonini a quella della scrittura per fumetti.
Una storia d'amore sensuale la cui trama si dipana attraverso gli sms dei due protagonisti che prendono forma e fisicità attraverso le parole, proprie e dell'altro. Le loro esistenze si leggono in filigrana attraverso il filtro delle brevissime informazioni che danno alla testa sfiorando il corpo.
Comunicazioni così efficaci da rendere pregnante anche una storia vissuta nell'assenza, sensuale anche un rapporto senza apparente corporeità, totalizzante anche un uomo e una donna inesistenti.
Una storia dai risvolti a tratti esilaranti, che passa attraverso i paradossi delle vicende umane contemporanee. Ne viene fuori una protagonista che è la tipica donna dei nostri giorni, forte e romantica, di grande personalità, assolutamente libera e inevitabilmente sola.
Tanto elettrico intreccia sensualità e ironia, con una scrittura accattivante ed energica che lo ha portato ad aggiudicarsi il Premio Fiuggi 2008.
180 pagine di eros e passione, ma anche di riflessioni pregnanti o divertenti sulle possibilità dei rapporti uomo-donna, su una città bella e complicata come Napoli, sulla modernità e le chances della comunicazione.
"Tjuna Notarbartolo con il suo Tango elettrico è certamente uno dei maggiori talenti emersi negli ultimi anni. Ne sentiremo molto parlare, è il libro dell'estate, prossimo alla vetta delle classifiche di vendita", dice Gian Franco Borelli.
da "Il Giornale" del 3 agosto 2008: "L'amore e il sesso al tempo degli sms, il desiderio al tempo dei dialoghi da fumetto e del disegno graphic novel. C'è tutto questo in Tango elettrico (Borelli Editore) ma non solo. Tango elettrico è un romanzo sull'impalpabilità del desiderio, sul fatto che la sensualità prima di essere carne è idea, suggestione, quasi un impossibile rimpianto di quello che non si conosce ancora. Così nelle pagine, June e Fabrizio si sfiorano ma non si toccano, si inseguono, consci che l'inseguimento vale più della cattura, che il corpo sognato è più reale del corpo toccato. Il risultato è una narrazione intrigante, elegante e mai greve, tanto da vincere il Premio Fiuggi: il premio più ambito per la letteratura erotica in rosa".
L'autrice: Tjuna Notarbartolo, giornalista, critico letterario, dirige il Premio Letterario Elsa Morante. Membro del Comitato Radio-Televisivo della Regione Campania, collabora alle pagine culturali di diversi quotidiani nazionali. Traduce dal francese per varie case editrici italiane. Ha pubblicato i Cahiers Elsa Morante (Edizioni Scientifiche Italiane), i Cahiers Elsa Morante II, curati con Nico Orengo (Edizioni Sottotraccia), La sirena scontrosa, piccola guida letteraria dell'Isola di Procida (Progetto Impresa Editore. Esperta in mass-media, laureata in scienze della comunicazione, elabora un nuovo modello di produzione comunicativa e culturale nel saggio L'idiota digitale (Liguori Editore).
La collana: Romanzi erotici scritti da donne. "Pizzo nero" è un'iniziativa editoriale unica nel suo genere: letteratura ed erotismo. L'internazionalità è data dal successo delle autrici sia italiane che di altri paesi. Un'editoria specifica sull'erotismo. Una scelta di autrici contemporanee che valorizza questa linea editoriale.

da casertanews.it

"La vita erotica dei superuomini" di Marco Mancassola


La vita erotica dei superuomini di Marco Mancassola (Rizzoli Editore) è decisamente sconsigliabile a chi è abituato alla figura del supereroe tradizionale.
Il libro introduce infatti una nuova declinazione del concetto "supereroi con superproblemi", introdotta dalla Marvel di Stan Lee e a più riprese affrontato da altri autori (come Watchmen di Alan Moore).
Protagonisti di La vita erotica dei superuomini sono alcuni supereroi classici, quali Superman e Reed Richards, capo dei Fantastici Quattro, calati in una New York oscura e triste e coinvolti in un complotto per distruggere gli ultimi della loro specie. Il complotto si rivelerà poi solo il delirio di un singolo, ossessionato dai poteri mutanti della madre. La trama tuttavia è solamente un pretesto per una introspezione dolorosa della figura del supereroe, che dismessi i panni bidimensionali fumettistici diventa una figura tormentata.
Nella New York del 2006 non c'è più bisogno di loro e sono così ridotti a figure patetiche della televisione e soprattutto soli con se stessi. Consegue la necessaria quanto dolorosa introspezione che scopre uomini che non sono più super, pieni di cicatrici emotive e fisiche, affetti da disturbi della sessualità e da problemi interrelazionali, tormentati da crisi maniaco depressive. Ciò che più colpisce del libro non è tanto l'operazione di umanizzazione della figura del supereroe, già intrapresa altre volte e pertanto non molto originale, quanto il modo in cui viene fatta. Non c'è riscatto per queste figure patetiche, il che intristisce. Non ci sono più eroi, il sogno di un elevarsi oltre la normalità svanisce e tutto il resto è polvere. Menzione d'onore alla scrittura di Mancassola, che ha uno stile minimalista e diretto, ma ciò nonostante molto attento alla costruzione della frase e all'uso della parola.

da booksblog.it