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giovedì 10 luglio 2008

"MEGLIO DIETRO: DIARIO DI UNA TELEFONISTA EROTICA"


Fronte della comunicazione, il blog di Stampa Alternativa, pubblica un primo estratto da "Meglio dietro: diario di una telefonista erotica", un libro di Rita Melis che racconta la storia di una neolaureata in ingegneria alla difficile ricerca di un lavoro nella capitale.
Così si presenta:
"Che cosa può portare una donna a indossare una cuffia e diventare un'operatrice di un numero erotico, 166 e 899? Difficile rispondere visto che le storie che si incrociano nei 'call center' sono disparate. Quasi tutte le donne che hanno lavorato con me dicevano che era l'unico lavoro a disposizione. La mia storia invece inizia con la scelta infelice della facoltà universitaria. La mia laurea in ingegneria non fa pensare a niente di creativo e poetico, ma tutto mi sarei immaginata tranne di trovarmi operatrice di una linea erotica".
Qualcuno potrebbe parlare di precarietà, qualcun altro potrebbe tirare fuori l'immobilità del mercato del lavoro nel nostro Paese, ma forse restiamo in attesa di un altro assaggio del libro, semplicemente curiosi di questi due mondi che si incontrano, tra clienti insicuri e perversi e ragazze che, in qualche modo, devono portare a casa uno stipendio in uno scenario con poche opportunità.

da booksblog.it

"LA PERLA NERA DEL BOSS": IL LIBRO CHOC DELLA BELLISSIMA ROLLINA


Continua il nostro viaggio all'interno della letteratura erotica d'autore.
Oggi si parla di Rollina, originaria del Congo francese che, a sedici anni, ha lasciato il suo Paese per l'Italia, col desiderio di realizzare le sue aspirazioni professionali.
Un desiderio appagato, certo, ma che ha comportato sacrifici e costi. Ed è proprio da qui che è partita quella riflessione interiore da cui è nata l'ispirazione che ha guidato Rollina nella stesura del suo libro "La perla nera del Boss" (edito da Borelli Editore). Un libro di letteratura erotica, a tratti di denuncia a sfondo autobiografico. Una denuncia che prende le mosse dai tanti espedienti cui una giovane e bella ragazza si trova a dover affrontare appena arrivata in un Paese straniero.
"Un libro scottante", si legge nella nota di presentazione, "che racconta una storia coinvolgente, piena di passioni e di pericolosi azzardi".
Charlene, protagonista del romanzo, è un gioiello unico di bellezza e sensualità, che dal cuore dell'Africa nera viene catapultata nella capitale della moda.
Nel suo destino, scritto nelle stelle, c'è quello di diventare una donna di successo e realizzare il suo sogno d'amore proibito, essere l'amante di un boss mafioso.
Rollina che vive ora a Cernobbio, sul lago di Como, ha un grande progetto al quale tiene molto: destinare dei fondi ricavati dalla vendita del suo libro per i bambini bisognosi.

da parmaok.it

sabato 5 luglio 2008

IL LIBRO DI TJUNA NOTARBARTOLO "TANGO ELETTRICO"


Qualche giorno fa a Napoli si è tenuta la presentazione del nuovo libro di Tjuna Notarbartolo "Tango elettrico".
Un romanzo leggero, divertente ed erotico, che ha una struttura inusuale che attraversa varie possibilità della comunicazione contemporanea, da quella dei messaggi dei telefonini a quella della scrittura per fumetti.
Una storia d'amore sensuale la cui trama si dipana attraverso gli sms dei due protagonisti che prendono forma e fisicità attraverso le parole, proprie e dell'altro.
Le loro esistenze si leggono in filigrana attraverso il filtro delle brevissime informazioni che danno alla testa sfiorando il corpo.
Comunicazioni così efficaci da rendere pregnante anche una storia vissuta nell'assenza, sensuale anche un rapporto senza apparente corporeità, totalizzante anche un uomo e una donna inesistenti.
Una storia dai risvolti a tratti esilaranti, che passa attraverso i paradossi delle vicende umane contemporanee. Ne viene fuori una protagonista che è la tipica donna dei nostri giorni, forte e romantica, di grande personalità, assolutamente libera e inevitabilmente sola.
Tjuna Notarbartolo, giornalista, critico letterario, dirige il Premio Letterario Elsa Morante. Membro del Comitato Radio-Televisivo della Regione Campania, collabora alle pagine culturali di diversi quotidiani nazionali. Traduce dal francese per varie case editrici italiane.
Ha pubblicato i "Cahiers Elsa Morante", Edizioni Scientifiche Italiane; i "Cahiers Elsa Morante II" curati con Nico Orengo, Edizioni Sottotraccia; "La sirena scontrosa", piccola guida letteraria dell'Isola di Procida, Progetto Impresa Editore. Esperta di mass-media, laureata in scienze della comunicazione, elabora un nuovo modello di produzione comunicativa e culturale nel saggio "L'idiota digitale", Liguori Editore.

da casertanews.it

lunedì 23 giugno 2008

EROS-AMORE, UN LIBRO DOUBLE FACE CHE ACCONTENTA TUTTI


La quantità di visitatori che arriva su questo blog cercando "racconti erotici" sa ormai di sorprendente. E non solo perché qui, a differenza di Softblog, di erotismo parliamo poco (seppur quando lo facciamo abbiamo classe), ma soprattutto perché ci chiediamo come mai così tanti lettori amino questo genere di racconti.
Così, vista la domanda crescente, quando posso come ben sapete mi premuro di darvi consigli su dove reperire questi anelati racconti ricchi di eros e di pathos.
Vi consiglio oggi un libro della ARPANet edizioni, un libro double face che può essere letto da un verso e dall'altro a seconda dello stato d'animo: da una parte, infatti, troverete le storie d'amore, dall'altro i racconti erotici. Eros amore, appunto.
Iniziativa originale di questa casa editrice di cui abbiamo più volte parlato, i racconti e le poesie contenute nel testo sono meritevoli di lode, frutto di un'accurata selezione della redazione. Sicuramente merita una menzione d'onore la scelta della copertina, con atti espliciti di amore e sesso interpretati... da dei pupazzi di peluche.
Se siete alla ricerca di racconti erotici, non perdete il vostro tempo a spulciare qui e lì nella rete. Tirate fuori il portafoglio e investite 12 euro: saranno ben spesi.

da booksblog.it

lunedì 16 giugno 2008

IL DIARIO EROTICO DI RITA RUSIC


Sesso sfrenato nella suite tutta vetrate che dà sul Central Park di New York. Amori assoluti e lontani, strappati con i denti agli impegni di lavoro e consumati nelle lounge di prima classe degli aeroporti. E poi ancora passione, tradimenti, ripicche, gelosie incontrollabili, vissuti, sempre vissuti su meravigliosi panfili, limousine o intorno ai tavoli dei migliori ristoranti del mondo in una folla corsa al piacere, da Roma a Rio De Janeiro. Così Mondadori ha presentato qualche giorno fa il libro "Jet sex", una sorta di diario sentimentale ed erotico scritto da Rita Rusic.
Nel testo sono raccolti gli interventi scritti per la rubrica che l'ex moglie di Vittorio Cecchi Gori tiene sul settimanale Chi. Tra realtà e fantasia la 48enne Rita Rusic, racconta da vicino il mondo che frequenta abitualmente. Fra lusso, sesso e potere. Trenta racconti in cui l'autrice rivela storie, gesti, follie e passioni del dorato mondo del jet-set, sempre restando "in bilico tra realtà e fantasia" - come afferma la stessa Rusic - nel mondo che la scrittrice presenta, il lusso è la regola, tutti i desideri sono a portata di mano e "anche se i manager sono indaffarati riescono sempre e comunque a permettersi gesti e passioni all'altezza del loro potere - ha concluso la Rusic - e tutti i protagonisti hanno sempre la libertà di seguire tutti i momenti dell'amore".

da ilgiornale.it

venerdì 13 giugno 2008

MASSIMO CAMPO: RACCONTARE DI CUBA PARLANDO DI SESSO


"Ai tempi di Batista, Cuba era il bordello degli Stati Uniti. Adesso è il bordello del mondo". (Alejandro Torreguiitart - "Cuba particular"). Una citazione dovuta apre il mio commento all'opera di Massimo Campo, perché i nuovi scrittori cubani sanno raccontare bene la vita quotidiana dell'isola caraibica ai tempi del periodo speciale. "Il nuovo re barbuto", come lo chiama Campo, mantiene il suo popolo nella miseria più nera, convinto di poterlo dominare con maggior facilità, perché chi deve risolvere il problema alimentare non ha tempo da dedicare ad altre questioni.
I cubani sono costretti a ingegnarsi per sopravvivere, scarrozzano turisti, aprono "paladares", improvvisano alberghi illegali, vendono rum e sigari contraffatti, soprattutto combinano incontri con turisti affamati di sesso. L'Avana, città decadente e romantica, scrostata da tempo e incuria, percorsa da vento di povertà e cicloni è lo scenario dove inventare ogni giorno un nuovo modo per sopravvivere. Massimo Campo sta per pubblicare "Jineteras - Puttane all'Avana" (Edizioni Il Foglio), una raccolta di racconti che parlano di sesso e incontri tra stranieri e "jineteras", descrivono l'arte di arrangiarsi di un popolo stanco ma pieno di voglia di vivere, puntano il dito accusatore contro un regime liberticida. La prosa è cruda, i racconti risultano eccessivi, blasfemi, volgari, ma sono storie sincere, prese dal quotidiano, perché la vita è più cruda di ogni fantasia letteraria. Massimo Campo descrive con dovizia di particolari il meschino inganno perpetrato ai danni di un popolo e realizza un veritiero affresco utilizzando uno stile poco letterario, desunto dal gergo cubano e dalla vita di strada. L'autore è un profondo conoscitore della Cuba più vera, non si lascia irretire da valutazioni ideologiche e racconta le cose che vede tra "calle" Obispo e il Malecòn, come se stesse componendo un malinconico bolero. Il tono di fondo della narrazione è nostalgico, i protagonisti sognano un futuro diverso, ma sono consapevoli che non esistono possibilità di cambiamento. Campo è autore italiano, ma la sua prosa ricorda Pedro Juan Gutiérrez e Charles Bukowski, racconta la vita quotidiana e parla di sesso, perché l'erotismo è un elemento irrinunciabile nell'esistenza di un cubano. La politica fa capolino da certe situazioni e dai ragionamenti dei personaggi, ma non è mai inserita come sovrastruttura del racconto. "Jineteras - Puttane all'Avana" è una raccolta di racconti legata da un filo conduttore, così omogenea da sembrare un romanzo ed è un libro utile per la causa della libertà di Cuba. L'autore scrive secondo l'ottica dei più deboli, non giudica ma comprende la vita di chi deve prostituirsi per sopravvivere e coltivare una speranza. "Jineteras" è una malinconica e struggente raccolta di storie che vede protagonisti i vinti di verghiana memoria. E certi italiani impregnati di ideologia e di menzogne propagandistiche, come sempre, non ci fanno una bella figura...

da tellusfolio.it

sabato 24 maggio 2008

GLI ADOLESCENTI E L'AMORE GAY


Si preannunciava una normale estate in Riviera, ponente ligure. Un'estate come tante. Calda e monotona. Di corse mattutine sulla spiaggia, nuotate al mare o in piscina, partite a tennis, chiacchiere nella piazza del paese. La villa di famiglia sarebbe stata invasa dagli amici dei suoi genitori. Suo padre, professore universitario, avrebbe intrattenuto tutti con lunghe disquisizioni e discorsi di alto livello. E lui, Elio, si sarebbe rifugiato nelle sue letture, nelle sue trascrizioni di Bach. Avrebbe suonato il piano o la chitarra con la svogliatezza e la pigrizia dei suoi 17 anni. Ma un giorno arriva Oliver. E' l'ospite d'estate, "l'ennesima scocciatura". Uno studente americano che deve lavorare alla tesi di dottorato su Eraclito e correggere le bozze della traduzione italiana di un suo saggio. Ma, a differenza dei tanti studenti che begli anni lo avevano preceduto, Oliver conquista tutti. Per la sua bellezza e per i suoi modi un po' arroganti e sfuggenti. Tutti, anche Elio. Un desiderio sconvolgente per la sua intensità, che mina gli equilibri del timido ragazzo.
"Chiamami col tuo nome" è la storia di quell'estate, narrata a distanza di vent'anni dal più giovane dei protagonisti, con delicatezza e forza evocativa. Un turbinio infinito di dubbi innescati da un sottile gioco di seduzione che si instaura subito tra i due. Fatto di sguardi furtivi, frasi pungenti, piccole ripicche. Odi et amo, citando Catullo. Elio vive questa passione per Oliver con il candore e allo stesso tempo con il forte trasporto erotico, tipico dei suoi 17 anni. Ne è attratto e allo stesso tempo ne ha paura. Fin dal suo arrivo, Elio studia con meticolosa precisione ogni singolo particolare dell'ospite americano: la camicia celeste svolazzante aperta sul davanti, gli occhiali da sole, il cappello di paglia. "Mi disse: 'Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio', non l'avevo mai fatto prima e, non appena pronunciai il mio nome come se fosse il suo, mi ritrovai trasportato in una dimensione che non avevo mai condiviso con nessuno prima, né mai avrei condiviso dopo". Anche se la loro storia è a tempo, perché Oliver alla fine dell'estate tornerà negli Stati Uniti e i due protagonisti si ritroveranno, entrambi sposati, vent'anni dopo.

da gaynews.it

mercoledì 21 maggio 2008

L'OPPRESSIONE DEL FETICCIO


Da Marx ai fiori di loto, i piedini deformati delle donne cinesi; da Freud all'atmosfera dorata della Hollywood in cui Norma Jeane si trasformò in Marilyn Monroe; dai reality show alla passione per le scarpe delle protagoniste di Sex and the City.
Per illustrare gli aspetti più oscuri della strategia feticista, la psicoanalista e psicoterapeuta newyorkese Louise J. Kaplan procede per libere associazioni d'idee, apparentemente senza una logica preordinata. Eppure, pagina dopo pagina, svela inesorabilmente gli aspetti più o meno celati di una cultura che sostiene e alimenta una forma sottile ma tenace di autoritarismo, capace di imbrigliare le forze vitali e incontrollabili della natura umana fino a ridurle a rigide norme morali.
Se il feticismo è il trasferimento del potere magico o erotico di una persona a un oggetto, la strategia feticista è la trasformazione di ciò che è ignoto in qualcosa di familiare e tangibile. E' una strategia mentale, un tentativo di difesa, una pulsione di morte. Secondo Kaplan, "lavora per sostenere la legge e garantisce che le energie creative siano soffocate, o assassinate, se necessario".
Con rigore scientifico, l'autrice prende l'avvio dell'analisi delle teorie freudiane sul feticismo, in parte per contraddirle, e per sottolineare quanto le vicende personali del padre della psicoanalisi (il cancro alla bocca e la morte dell'adorato nipotino) abbiano influenzato il suo lavoro d'indagine. Nella degradazione del discorso erotico a discorso di aggressione distruttiva - che poi è la manifestazione principale della strategia feticista - l'autrice scorge la prova della misoginia di Freud e del desiderio maschile di impadronirsi dello straordinario potere sessuale della donna, trasformandolo in feticcio.
Prendendo spunto dalle riflessioni di Freud sull'usanza cinese di mutilare i piedi delle donne, Kaplan si interroga sulle caratteristiche più profonde della cultura che ha ritualizzato questa pratica, e si trasforma in "poeta-impostore", scrivendo le memorie di una donna immaginaria cui erano stati fasciati i piedi da bambina. Nelle pagine dolenti che raccontano la storia di A-Hsui, Kaplan crede all'illusione di poter curare le sofferenze di tutte le donne e per sua stessa ammissione inciampa nella strategia feticista quando prova a offrire - almeno nella finzione della scrittura poetica - qualche consolazione al destino della sua eroina.
Grazie a questo esercizio di scrittura si libera dall'ossessione del feticismo così come è stato descritto da Freud e può procedere nell'analisi di altre forme di sfruttamento del corpo femminile, per esempio quello cinematografico, riconoscibile nell'uso del corpo ormai mitizzato di Marilyn Monroe: un corpo che esibisce e al tempo stesso dissimula il trauma della sua esistenza.
L'analisi di alcuni film conduce l'autrice verso altre forme di strategia feticista, che in altri modi e con altri mezzi sfruttano o limitano il potere del corpo: mutilazioni, tatuaggi, piercing. Da quelle codificate dei rituali tribali a quelle dilaganti di certe mode metropolitane, le manipolazioni del corpo rispondono quasi sempre all'esigenza feticista di imbrigliare e sottomettere una vitalità incontrollabile, e per questo potenzialmente pericolosa.
Nel suo lavoro di progressivo svelamento della strategia feticista, Kaplan non risparmia la psicoanalisi, colpevole di uccidere la creatività, e poi prosegue, impietosamente, riconducendo la mercificazione televisiva del corpo alla teoria del feticismo delle merci di Marx, senza trascurare alcuni aspetti distruttivi del progresso tecnologico.
Le sue conclusioni, che se esortassero a un ritorno alla purezza si rivelerebbero altrettanto autoritarie che la stessa strategia feticista, non possono che essere al contrario un invito a sfidare l'ordine costituito, e ad accogliere le inevitabili ambiguità e le imprevedibili possibilità dell'apertura al nuovo, alla creatività, alla vita.

da lescienze.espresso.repubblica.it

domenica 20 aprile 2008

IO, DIVERSAMENTE MAGRA


Dal suo blog rosa confetto saluta in versione hamburger. Un'icona gustosa e debordante dal nome Judy Orgasm. Quando però storielle e storiacce della Bassa emiliana prendono la forma di un romanzo, un po' ci ripensa. In fondo i suoi chili di troppo li ha messi insieme "sbafando cofane di tortellini al ragù alle feste dell'Unità". Ed è così che, fra un dettaglio piccante, una situazione stralunata e un personaggio eccentrico, sfoghi e pettegolezzi on-line si sono trasformati nell'opera prima di Caterina Cavina, "Le ciccione lo fanno meglio".
Il diario su Internet aprì i battenti nel 2003. "I miei post giravano quasi sempre intorno al problema 'ciccia'. Poi ho deciso di allargare il campo: mi ero stufata e attiravo troppi feticisti del grasso". Oggi galoppa verso i 400 mila contatti e parla di tutto: "dieta" e "obesi" hanno il loro angolo, ma a farla da padrone sono le storie. Di amiche, blogger e sue. Racconti erotici e strampalati. Quelli di Caterina, trentacinque anni, nascono dalla nebbia della Bassa, dal ventre molle dell'Emilia che si beve, mangia e fa l'amore fra anguille e frigione.
Il suo primo romanzo, appena pubblicato da Baldini&Castoldi, li ha centrifugati e riproposti sotto forma di libro. Pagine divertenti e grottesche, ma anche amare e crudeli. La protagonista Alice, così come la scrittrice, è nata prematura e sottopeso, ma la lancetta della bilancia, in entrambi i casi, si è data subito da fare e correndo ha raggiunto i 140 chili. "Volevo raccontare una storia partendo da tutto quello che per anni io e altri avevamo riversato nel blog". Uno dei capitoli più spassosi del romanzo, "Babbo natale", lo deve alle confessioni on-line di un'internauta oversize che le aveva scritto di una relazione consumata sul retro del presepe con un suo concittadino che il sindaco aveva messo a guardia della famiglia santa.
"Nel web esistono siti che elogiano la ciccia. Come se grasso sia sinonimo di bello. Dipende, quasi sempre dietro c'è tanta fragilità". Navigando in rete ce n'è per tutti i gusti. Si va da quelli di area alimentare, con consigli sul cibo e diari di diete, a quelli "chirurgici", con cliniche e prezzi di operazioni per diminuire la capacità dello stomaco. "Alcuni sono troppo didascalici, altri invece servono a creare gruppi di sostegno", spiega Caterina Cavina, che in questi anni si è fatta amare o odiare nel settore. "Oppure ce ne sono alcuni che trovo offensivi perché non sono altro che un mercato on-line per disperate e feticisti. Molti uomini sono infatti convinti che una donna grassa sia più disponibile perché non può permettersi di fare la schizzinosa. A parte questo, in Italia mancano blog schierati, che difendono diritti come in Usa. E io volevo fare qualcosa di diverso".
Alice, la protagonista del romanzo, è una donnona venuta su a Lexotan e tortellini. Una ragazza fragile che diventerà cinica e crudele, prendendosi le sue rivincite sul mondo. "Per molte essere grasse è una vergogna. Aspettano di dimagrire per iniziare a vivere. Altre confessano di non avere mai avuto un fidanzato e si stupiscono che un obeso abbia una vita sociale". Ma ci sono anche discriminazioni sul lavoro. Caterina Cavina è una giornalista di cronaca nera per alcuni giornali locali e anche a lei "è successo di venire scartata per l'aspetto. Questione di immagine e pregiudizio: molti pensano che gli obesi non abbiano forza di volontà e che siano indolenti e pigri".
"Le ciccione lo fanno meglio" riprende ironico nel titolo quello che pensano molti uomini delle donne "burrose", e cioè "che devono compensare con altre qualità il loro essere inguardabili". Le lettrivi lo trovano amaro, gli uomini spassoso.
"E' un romanzo di formazione", spiega l'autrice. "Insomma anni luce dalle lagnose Bridjet Jones che poi, a far due conti, sono a cinque chili dalla perfezione, si lamentano di vivere nelle capitali alla moda e si ritrovano a scegliere fra due strafighi".

da lastampa.it

giovedì 17 aprile 2008

BLANCA CORDERO ALLA "LONDON BOOK FAIR"


In "F.to la sua amante", esordio letterario di Blanca Cordero, la giovane scrittrice che ama il mare e Philip Roth, racconta una storia d'amore e sesso, tradimenti, perversione. Nel volume edito da Borelli per la collana Pizzo Nero, i protagonisti sono un lui adulto, una lei giovane e una moglie. La trama può apparire semplice, tanto da portare con sé una cifra di autenticità che rende la narrazione di notevole spessore.
"In 'F.to la sua amante'", ha sottolineato l'editore Gian Franco Borelli, "c'è la passione della miglior tradizione della letteratura erotica. Sapevo che questo romanzo avrebbe funzionato per l'autenticità che esprime. Le scene erotiche sono costruite con ironia e dovizia di particolari, ma senza risultare mai stucchevoli o eccessive. La storia prende per mano il lettore e lo conduce dentro le stanze del piacere più estremo".
Con questo romanzo la Cordero, già premio "Fiuggi-Eros & Scrittura - Opera Prima", si presenterà alla "London Book Fair" (16-18 aprile), la Fiera del Libro nella quale si danno appuntamento i librai, gli editori, i bibliotecari e i servizi di produzione del libro di tutto il mondo.

da adnkronos.com

giovedì 10 aprile 2008

HISTOIRE D'O


Mistero, perversione, accettazione, pratiche sessuali e ruoli giocati con ammiccante durezza sono gli elementi a determinarne il successo ancora oggi, a distanza di più di cinquanta anni dalla pubblicazione.
"Histoire d'O" è stato pubblicato nel 1954 da Pauline Réage, ma non si ha la certezza né su chi sia "O", tanto meno sull'autrice. Le sue origini risalgono agli anni '40 e '50 in una Parigi colta e ricca; il libro è stato attribuito alla scrittrice sconosciuta Pauline Réage per parecchi anni. Solamente pochi anni fa è stato svelato che la misteriosa autrice era Dominique Aury, che aveva utilizzato un nome di fantasia per la pubblicazione dell'opera. La curiosa storia che si nasconde dietro al libro narra che un importante intellettuale dell'epoca, Jean Paulhan, compagno e collega di lavoro della scrittrice presso le prestigiose edizioni Gallimard, l'aveva provocata sostenendo che nessuna donna era in grado di scrivere un buon romanzo erotico.
La storia testimonia chiaramente il suo clamoroso errore. All'apparire del romanzo, si sono scatenate polemiche e supposizioni di ogni tipo sulla reale identità dell'autore e sulla veridicità della storia. Infatti sin dall'inizio ci si chiede chi sia la protagonista O. Una vocale semplice e tonda che ha incuriosito per anni sia il pubblico dell'epoca e quello contemporaneo. Alcuni hanno individuato come plausibile spiegazione dell'O la parola Oggetto; mentre per altri, sulla scia della fascinazione provocata dall'opera, poteva significare Orifizio. Altra ipotesi, sempre molto possibile, l'uso della vocale come una scelta casuale destinata a spersonalizzare la protagonista. O, come numero anziché di una lettera, il numero iniziale lo zero da cui tutti gli altri prendono origine, il numero nullo che, se associato a una persona, vuole significarne la cancellazione e l'annullamento come essere. Le numerose versioni e interpretazioni sul nome della protagonista sono state senza dubbio alimentate dalla forma e la semplicità della stessa vocale, che prende, nell'immaginario comune, un significato carico di sensualità e rimanda all'idea di un corpo "aperto" e disponibile all'imminente fallazio. Tuttavia, l'autrice, sempre mantenendo celata la propria identità, spiegò poi che si trattava, solamente, dell'abbreviazione di Odile, vero nome del personaggio.
Il mistero che avvolge l'identità dell'autrice, il titolo, si allarga avviluppando anche la storia e i personaggi.
"Histoire d'O" è la storia di una fotografa di moda parigina, che accetta di essere condotta a Roissy, in un castello fuori città, in cui subirà ogni sorta di umiliazioni. La sua scelta è volontaria e fatta con entusiasmo, assolutamente contrastante dalla descrizione della protagonista che viene presentata come una donna indipendente e autonoma. Ciò che O fa è offrire il suo corpo alla violazione sessuale continuata, annullandosi a un rituale inspiegabile che la intriga e la eccita, nonostante le sensazioni di pericolo e di incertezza che la pervadono. Si mette a disposizione, lei con il suo corpo diventando intenzionalmente schiava priva di volontà. Si lascia incatenare, bendare, frustare, e lei O accetta tutto questo come necessario di un percorso di iniziazione per imparare la completa sottomissione, perdendo l'identità e trasformandosi in oggetto di piacere. Un gioco di accettazione che si muove sull'asse della volontà, dall'intenzionale scelta di sottomissione alla totale cancellazione dell'io, mantenendo tuttavia una coscienza negli atti che le vengono inflitti. Infatti è la stessa O che si presta a ogni genere di comando, ordine e pratica sessuale fino ad accettare di venire marchiata a fuoco con le iniziali del suo padrone; impara sulla sua pelle la completa sottomissione. Che in fondo è un'arte.
Un'arte che richiede una dedizione particolare e dolorosa.
O è un personaggio misterioso di cui si sa poco; un personaggio di cui non si conosce la provenienza e della quale non vogliamo conoscere il futuro, una figura senza storia e vero spessore, dalla quale tuttavia si subisce il fascino.
"Histoire d'O" riesce abilmente a infilarsi nelle insenature più segrete e misteriose dell'immaginario di tante generazioni di lettori, uomini e donne, i quali inconsciamente vengono attirati nell'identificazione, erotica e letteraria, all'interno del gioco tra carceriere e vittima. Un'attualità presentata dal libro attraverso le pratiche sessuali, sempre più estreme e vivide, l'oggettivazione del corpo della protagonista, una dichiarazione aperta e spontanea delle fantasie più segrete di generazioni di donne che hanno sognato fruste, corde e manette. Un immaginario ancora presente, modellato su quello che prima era un mondo prettamente maschile: l'uomo dominatore che impone la sua volontà alla donna sottomessa. Forse il modello oggi si presenta con ruoli invertiti, perché la società è cambiata e le fantasie erotiche femminili non necessitano più di combaciare con quelle dell'uomo, ma spesso le sovrastano. La donna vive autonomamente il suo erotismo, si immagina, e spesso lo diventa, dominatrice ed esibizionista.
"Histoire d'O" racconta la storia di un voluto e volontario asservimento, di una carnalità offerta quasi come premio, come materiale da plasmare e utilizzare, di un corpo femminile che si annulla ma attraverso la sua negazione trova la sua riaffermazione.

da culturamedia.it

domenica 30 marzo 2008

"LETTERA APERTA AD UN AMANTE", TINTA PRESENTA IL SUO ULTIMO LIBRO


Presso l'Associazione culturale H.Z. Trinacria ha luogo la presentazione del libro "Lettera aperta ad un amante" di Tinta.
"Lettera aperta ad un amante" è un racconto di erotismo e sentimenti che ruota intorno ai seguenti interrogativi: quanto costa vivere una passione amorosa?
Tanto. Troppo.
E quanto costa accettare la fine di una passione capace di stravolgere la vita? Dolore e lacrime, tante.
"L'amore tradizionale è passeggiare mano nella mano ed invecchiare insieme. La passione no. La passione annienta, distrugge, consuma". Attraverso un'attenta disanima della propria esperienza sessuale e sentimentale una donna cerca di rispondere ai quesiti della propria anima. Un'analisi dolorosa, sofferta, profonda in una lunga lettera indirizzata all'uomo amato e che forse resterà non letta. "Io sono solo una donna che sa cosa vuole. Perdonami se ho voluto te".

da cannibali.it

giovedì 27 marzo 2008

"AFORISMI PROIBITI E LIBERTINI": COSI' GLI SCRITTORI DELL'800 SAPEVANO SCANDALIZZARE CON INTELLIGENZA


Gli scrittori libertini del Grand Siècle rimangono i modelli ineguagliati di un anticonformismo sovversivo e irridente, capace di abbattere con un motto di spirito qualsiasi dogma o istituzione in nome della libertà del corpo, dei sensi e dei costumi.
Autori come Crébillon fils, Diderot, Choderlos de Laclos, Nerciat, Latouche, Mirabeau, Rétif de la Bretonne, Sade (nonché altri nomi oggi quasi dimenticati ma non per questo meno caustici e taglienti), di cui Riccardo Reim raccoglie qui le parole più fulminanti, conservano intatta, a distanza di oltre due secoli, la loro meravigliosa capacità di scandalizzare e sorprendere, sempre con leggerezza e intelligenza, anche quando si avventurano oltre i confini dell'erotismo, il loro territorio prediletto.
Riccardo Reim è nato a Roma nel 1953. Scrittore e regista, ha pubblicato numerosi volumi di saggistica, teatro e narrativa, tra cui vanno almeno ricordati: "Lettere libertine", "Nero per signora", "L'Italia dei misteri", "Breviario del libertino", "La Parigi di Zola", "Il corpo della Musa". Per la Newton & Compton ha curato numerose traduzioni ed edizioni di classici inglesi e francesi (Stevenson, Wilde, G. Eliot, Austen, Stoker, Zola, Balzac, Sade, Hugo, Dumas) nonché le fortunate antologie "I grandi romanzi gotici", "Storie di mare e avventura", "Racconti neri e fantastici dell'Ottocento italiano", "I più bei racconti d'amore dell'Ottocento italiano".

da canali.libero.it

giovedì 13 marzo 2008

EROS E POESIA


Quattrocento autrici hanno aderito all'iniziativa editoriale di LietoColle, inviando testi poetici erotici, pubblicati in un'antologia curata da Monica Maggi, dal titolo indicativo "Ti bacio in bocca" che, dal 2005 a oggi, ha contato dieci edizioni.
"Assunto dall'onirico o sperimentato nel reale, è l'eros che muove la penna delle autrici: dapprima intinta nel calamo dei sensi, poi deposta sul talamo del desiderio, ascoltato, raccontato, goduto", sottolinea la curatrice nell'introdurre una raccolta di linguaggi, "in cui l'eros non rimane fine a se stesso, aspira al dialogo verbale, oltre che corporeo, suona in invocazione costante, affamata, a volte tragica, silenziosa voluttuosa preghiera, fortemente intrecciata con la quotidianità". E ancora: "ho immaginato le autrici nel momento in cui hanno ricevuto l'invito a scrivere, in cui hanno scartabellato tra versi scritti o tra pensieri ancora in embrione. Le ho intuite quando con emozione hanno digitato su un'anonima tastiera i loro palpiti sessuali, le carezze proibite, i tabù infranti e i desideri ritenuti più scabrosi".
Monica Maggi, scrittrice e giornalista, da tempo compie e promuove percorsi nella letteratura erotica al femminile, esplorando anche questo aspetto di un lesbismo che ritiene solo più visibile ma non più libero che in passato. Promotrice di vari eventi, tra i quali le serate di poesia, dichiara tranquillamente "di non credere che questa antologia sia un libro, ma un coro di donne che s'incammina verso l'orizzonte". Nell'impossibile cernita d'esempi, di Cettina Caliò, la poesia "Confine": "Orizzonte / è la misura / delle tue labbra / un sapore / di rimpianto / e vino rosso". Di Anna Maria Farabbi, che la curatrice dichiara "incomparabile vestale dell'amore": "Non è lì / o io non la vedo / La mia poesia invece è nuda là per il campo / la festa / della povertà regina".

da womenews.net

sabato 8 marzo 2008

"SENSO UNICO": STORIA D'AMORE TRA ETERO E GAY


Prima che la televisione e il cinema si impossessassero del tema, la scrittrice Laura Schiavini ha scritto un romanzo breve che parla della storia d'amore e d'amicizia tra una ragazza etero e un ragazzo gay. Il titolo del romanzo è "Senso unico" ed è un po' difficile trovarlo nelle librerie. Online si trova qui.
Laura, sposata da più di trent'anni con Livio, vive a Trieste e scrive di narrativa per due riviste a carattere nazionale, oltre a pubblicare qualche romanzo. Le abbiamo posto alcune domande in merito al suo romanzo breve "Senso unico".
Solitamente, quando si parla si gay si usa l'espressione "doppiosenso" - c'era pure una rivista che aveva questo titolo... Tu invece hai intitolato il tuo romanzo "Senso unico". Come mai?
"Senso unico" è la storia d'amicizia e d'amore che dell'amore, appunto, ricorda la possibilità di vie infinite, anche a senso unico, che non sempre seguono i percorsi della cosiddetta normalità.

Come mai a un certo punto della tua carriera di scrittrice hai sentito l'esigenza di scrivere un libro a tematica omosessuale?
Non mi sono posta il problema, intendo dire che non gli darei questa etichetta. Ho solo cercato di esplorare i sentimenti di due persone e le implicazioni che possono derivare dall'avere gusti sessuali differenti. A darmi l'input è stato un film: "Carrington", che racconta l'amore nutrito per quindici anni dalla pittrice Dora Carrington per Lytton Strachey, intellettuale e saggista inglese dei primi del '900, omosessuale; amore frustrato, unilaterale, ricambiato con l'amicizia e la gratitudine per la dedizione anche pratica di lei.

Sei una scrittrice eclettica, possiamo dire così. Nel tuo primo romanzo hai parlato degli U2, nel secondo hai affrontato il tema dell'omosessualità e nel terzo ti prendi beffa di un autore famoso... Ci parli brevemente del tuo percorso letterario?
Il mio percorso letterario nasce da una zona oscura, ma anche divertente e dissacrante. Quando nessuno mi filava, scrivevo per una collana di libri hard, una delle prime (e più prestigiose) in Italia. E' l'unico tratto autobiografico del mio ultimo libro "La fortuna è un talento". Scrivere hard mi ha dato gli strumenti (e la professionalità) per creare le scene erotiche del libro. Ma, sebbene, non rinneghi nulla, ho fatto il pieno di letteratura erotica. E ho voglia di cambiare pagina. Ecco, credo che il mio percorso letterario sia all'insegna del cambiamento continuo.

Dal tuo punto di vista di scrittrice, che te ne sembra della letteratura gay - se esiste un tale tipo di letteratura...
Mi cogli impreparata, non ho letto nulla "del genere" ma ritengo che la letteratura si distingua solo in: buona letteratura e cattiva letteratura. Perciò ben venga la buona letteratura a prescindere dal fatto che sia gay o etero. D'altronde, se io fossi gay, mi piacerebbe leggere romanzi che trattano di questo argomento.

Un libro che consiglieresti di leggere, oltre al tuo, ovviamente!
Ne cito due: il primo di un autore noto, il commediografo Alan Bennet, "La cerimonia del massaggio". Il secondo di un'autrice meno nota che ha scritto una raccolta di racconti, a mio avviso, molto belli e delicati. Si chiama Amanda Gris e il libro si intitola "Il dolore privato".
da queerblog.it

giovedì 14 febbraio 2008

"IRRESISTIBILI BASTARDI"


E' stato presentato ieri il libro "Irresistibili bastardi - Amori, sesso e intrighi raccontati da donne", di autrici varie.
Al centro di ogni racconto, quindi, c'è sempre lui, l'uomo dei sogni, quell'irresistibile bastardo! Dodici autrici per raccontare una Liguria da cronaca, dove vicende affettive e noir si intrecciano continuamente.
L'introduzione recita così: "Dodici donne, dodici modi di scrivere, stili, linguaggi diversi. Quest'antologia di racconti attraversa i generi del giallo, rosa, noir, gotico, impegnato, erotico, pornografico. Si passa dall'io narrante alla terza persona, allo stile epistolare, dall'uso del tempo presente a quello passato. Eppure nella raccolta di autrici provenienti da diverse esperienze di lavoro e familiari (giornaliste, scrittrici, professioniste...) e gravitanti in area Ligure, si legge un filo conduttore ben preciso: il confronto con un altro (o un'altra) con cui la comunicazione è difficile, contraddittoria, interrotta, spezzata. Un appello, talvolta una rassegnazione accettata, la routine o la ribellione, si fanno primi attori di questi drammi e commedie umane. Da tutte le narrazioni trapela la profonda sensibilità e intuizione femminile, che non vive nulla senza meditarlo, rifletterlo, raccontarlo, renderlo storia, parteciparlo al punto che i racconti faranno sorridere o piangere, ma difficilmente vi lasceranno indifferenti...".

da sevenpress.com

lunedì 11 febbraio 2008

"L'UOMO TATUATO, ODISSEA EROTICA DI UN MUTANTE" DI MARCO LUGLI


"L'uomo tatuato" è una storia nera ed erotica di un mutante. Mutante fisico e nell'animo, un ragazzo alla ricerca dell'amore e di se stesso che con i tatuaggi esprime ogni sua emozione.
La storia narra di Michele, poco più che ventenne, alle prese con le sue prime esperienze sessuali che scopre di somatizzare la fine di ogni sua relazione con la comparsa di un tatuaggio. Segni sul corpo che nella loro orrida forma, a volte blasfema a volte pacchiana, rappresentano in maniera reale quelle che sono le emozioni e le inquietudini che il ragazzo ha vissuto durante la relazione.
I problemi arrivano quando Michele si innamora davvero di Laura, una ragazza candida e perfetta, che quando scopre il "corpo-mostro" di Michele, lo lascia e scappa.
Per anni Michele decide di darsi a una vita di libido e violenza, finché un giorno Roan, completamente tatuata con i simboli Maori, gli apre le porte della consapevolezza di sé. E allora, solo allora, lui riesce a comprendere se stesso e l'amore, solo allora può riavere la sua Laura. Come una purificazione.
Con uno stile spigliato e moderno, Marco Lugli appassiona il lettore nelle 300 pagine di narrazione, non diventando mai banale né scontato nelle scene erotiche, tanto meno sguaiato nella narrazione dei particolari. Il primo romanzo di questo autore modenese lascia soddisfatto il lettore, e seppur non essendo un capolavoro che entrerà nei classici, lascia un buon ricordo di lettura, lascia "sazi", con la premura, nel tempo, di non lasciar che la polvere delle librerie lo copra per sempre.

da booksblog.it

martedì 5 febbraio 2008

"DONNE DONNE" DI MARCO VICHI


Fa un caldo torrido, asfissiante, ma a Filippo Landini, di professione aspirante scrittore, il respiro manca per ben altre ragioni. La sua vita corre sul filo della precarietà: il computer è pieno di romanzi che nessun editore vuole pubblicare; a stento riesce a sbarcare il lunario; il suo vicino di casa lo costringe a deprimenti serate a base di gin; le giornate si trascinano nell'ozio.
Precaria è anche la sua vita amorosa, costellata di donne che si susseguono senza tregua. Una passione forte e totale, quella di Landini per le donne. Tutte cercate, volute, inseguite, rincorse. La fidanzata snob e arrivista; la cugina spregiudicata e seduttiva; la cameriera del bar, scontrosa e sfuggevole; la giovane e attraente signora borghese annoiata e in cerca di evasione; la studentessa libera e trasgressiva...
Questa e un'infinità di altre figure femminili si affollano in quello che via via si scopre essere non "la storia di un perdigiorno" ma un "romanzo sulle donne". Perché "Donne donne" è soprattutto un atto d'amore rivolto al potere della bellezza, un romanzo in cui la tensione erotica diventa ossessione per l'universo femminile.

da viterbocitta.it

mercoledì 16 gennaio 2008

LA VITA SESSUALE DI CATHERINE M.


"La vita sessuale di Catherine M." è uno dei libri capostipiti della linea che ultimamente ha preso sempre più piede quasi da rendersi "moda", la letteratura erotica femminile, una tendenza che designa anche un nuovo femminismo disinvolto, che con sé porta una sorta di nostalgia di quando l'uomo non era tanto frammentato come oggi.
Il libro di Catherine Millet, nota critica d'arte nell'ambiente culturale parigino, è apparso per la prima volta per Mondadori nel 2001.
Letteratura erotica femminile che è stata negli ultimi anni sempre più libera, che ha trovato in Francia il suo fulcro e il suo cardine dove, oltre alla Millet, sono sono fatte notare tra le critiche perbeniste e successo di pubblico, l'audace Valérie Tasso e la Despentes, autrice di "Baise moi".
Un filone che invece in Italia s'è limitata ai suoi corrispettivi adolescenti, dalla più famosa Melissa P. e all'autrice di "Sdraiami" di qualche mese fa, Berarda Del Vecchio.
Il libro di Catherine Millet è il racconto in prima persona di una donna libera, della sua sessualità vissuta appieno, in un'età adulta che permette di distaccarsi da qualunque inibizione o moralismo.
Partendo soprattutto da questo libro e in questi ultimi anni, si è scritto di sessualità femminile spingendosi ben oltre tutto ciò che si osava scrivere sull'argomento sino a pochi anni prima.
La maggiore distanza che differenzia la "scuola francese" da quella italiana sull'argomento, sono le protagoniste che sono molto più emancipate, donne coscienti di sé che totalmente accettano se stesse e decidono di vivere una sessualità libera, promiscua, priva di freni inibitori.
Danno vita a una nuova corrente di femminismo post-2000 che, avute in dono le battaglie vinte un trentennio fa, decide di andare avanti, quasi superarle, per giungere a una nuova concezione di sé che si liberi di qualunque prerogativa scontata per indagare a fondo nell'animo umano, nella sessualità.

da capitoloprimo.it

domenica 6 gennaio 2008

HELEN, DIARIO DI UNA WEBCAM GIRL


Ho letto questo libro in poche ore e lo consiglio soprattutto come uno sconvolgente romanzo verità più che come un'opera letteraria. Helen è consapevole di non essere una scrittrice e non ha nessuna intenzione di fare letteratura, né di confezionare un testo di narrativa erotica. L'autrice racconta soltanto la sua esperienza di webcam girl in un sito internet che adesso è diventato piuttosto famoso, ci dice come ha cominciato, perché lo continua a fare, come si trova con i clienti, come imposta il rapporto con le colleghe e fino a qual punto si spinge la complicità con il fidanzato.
Helen è una ragazzina abbandonata dal padre all'età di sei anni, cresciuta da una madre violenta e insensibile che vive un'infanzia difficile e priva di affetti. Adesso è una donna con un fidanzato che dice di amare, ma un giorno decide che tutto questo non basta, scopre che esibirsi su internet fa guadagnare un po' di denaro e soprattutto la fa sentire importante. Helen incontra virtualmente uomini che la desiderano, mette a nudo una parte sexy e spregiudicata, gode a sentirsi oscuro oggetto del desiderio per insospettabili clienti, professionisti e padri di famiglia dai vizi inconfessabili. Fa scorta di biancheria intima, perizomi, vestiti sexy, vibratori e si mette all'opera per provocare l'eccitazione di un popolo di masturbatori telematici molto più ampio di quel che non si creda. Helen inserisce nella confessione anche un paio di personaggi famosi, un imprenditore e un conduttore televisivo, ma non svela i nomi e lascia il lettore nell'incertezza. Sarà un trucco per aumentare l'interesse intorno al libro? Non è dato saperlo, quel che possiamo dire è che "Diario di una webcam girl" ha raggiunto la seconda edizione.
Helen realizza un interessante spaccato di squallore contemporaneo, dipinge un fenomeno che sta assumendo dimensioni incredibili. Mi risulta che a Roma esistano locali dove si esibiscono cubiste minorenni, aspiranti veline che venderebbero l'anima pur di entrare nel mondo dorato della televisione. Leggo che molte studentesse si pagano vizi e studi spogliandosi on line e prostituendosi. "Diario di una webcam girl" è un libro importante che mette in guardia di fronte al precipizio nel quale sprofonda una gioventù che mette in primo piano solo il desiderio di successo.

da tellusfolio.it

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