VIENI A CONOSCERMI IN VIDEOCHAT! E' TOTALMENTE GRATUITA E SENZA REGISTRAZIONE... TI ASPETTO ;)

SE VUOI SCRIVERMI

erotismo.in.lettere@hotmail.it

NEW!!!

!!!!E' ONLINE IL NUOVO SITO!

Il blog rimarrà aperto per aggiornarvi quotidianamente sulle news che riguardano il mondo dell'eros.

Tutti i racconti, le pagine del diario, le interviste e molti altri contenuti vi aspettano da oggi su My Secret Diary!

Venitemi a trovare e scoprite le novità! Spero di aver fatto un buon lavoro...

LASCIA UNA FIRMA SUL LIBRO DEGLI OSPITI!

Lokman Lam

Visualizzazione post con etichetta Eventi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eventi. Mostra tutti i post

domenica 13 luglio 2008

AL FIUGGI PLATEA EUROPA DI SCENA I LIBRI "BOLLENTI"


Molto atteso, se non attesissimo il "Fiuggi Platea Europa", un Festival Internazionale giunto ormai alla sua XIX edizione.
Il tutto anche nell'ambito della quinta edizione de "La Dolcetta d'Oro".
Per questa edizione si registra una grossa novità che certamente farà piacere ai tanti turisti che approderanno nella città idropinica non solo per scopi di salute ma anche per trascorrere alcune ore in pieno relax.
Tra le finaliste, pensate, ci sarà la sexy-sindachessa di Scorzé (Venezia) Clara Caverzan, la critica letteraria Tjuna Notarbartolo e la francese Yvette Guilbert.
"Heart Boiled: nel cuore bollente della letteratura erotica femminile" è il titolo del convegno messo in scaletta che si terrà a Fiuggi lunedì 14 luglio, nell'ambito della XIX edizione del Festival Internazionale "Fiuggi Platea Europa" e in occasione della consegna del premio letterario "La Dolcetta d'Oro" destinato a donne che scrivono di eros e giunto quest'anno alla sua quinta edizione.
Le precedenti edizioni del premio, unico nel suo genere in Italia e mutuato dal famoso premio spagnolo de "La Sonrisa vertical", sono state vinte da Una Chi al secolo Bruna Bianchi, Teresa Giulietti, Francesca Mazzuccato e Veronique Olmi. Presiede la giuria dei cento lettori lo scrittore franco-polacco Xavier Wuz. Il presidente dei giurati delle prime due edizioni è stato il regista portoghese Joao Cesar Monteiro.
Ideato da Pino Pelloni questo incontro vedrà a confronto scrittrici italiane e straniere, autrici di romanzi e racconti erotici, figlie e nipotine delle grandi pioniere del genere, da Colette ad Anais Nin, da Pauline Réage a Catherine Millet.
Mezzo secolo dopo l'"Histoire d'O" di Pauline Réage, stiamo assistendo al trionfo di questa scrittura "libertina" femminile per la soddisfazione degli editori più coraggiosi.
E per dirla con Roberto Barbolini "la letteratura erotica femminile è un fenomeno letterario e di costume che si è intensificato a partire dagli anni '80 grazie ad autrici internazionali come Almudena Grandes e Alina Reyes, ma che oggi può contare un prodotto made in Italy in costante incremento...".
E di tutto rispetto per l'indubbia qualità di scrittura che coniuga bellamente autobiografia e fantasia.
"Il piacere erotico muliebre", spiega Pino Pelloni, "aveva già trovato in passato vigorosa incarnazione in 'Manon Lescaut' di Prevost, poi in 'Lady Chatterley' di Lawrence.
Con effetto scandalo enorme. Perché questi archetipi di donna facevano invecchiare secoli di stereotipi raccontati secondo un'ottica esclusivamente maschile.
Oggi è assai diverso: la pornologia letteraria è opera di donne che esaltano l'affermazione della femminilità.
Un paradiso dove l'altra metà del cielo ha scoperto che tutto è lecito: sadomasochismo, travestitismo, feticismo, eros pulp.
E anche pornografia. Gettando così le basi per una nuova rivoluzione sessuale basata sulla tolleranza.
Lontani i tempi, era il 1964, quando il libro di Milena Milani "La ragazza di nome Giulia" venne sequestrato e finì al centro di un processo clamoroso per offesa al pubblico pudore. In appello tutto si risolse per il meglio grazie anche all'intervento del poeta Giuseppe Ungaretti che testimoniò la libertà d'espressione.
Oggi le cose sono molto cambiate ma vale la pena ricordare, a proposito della cosiddetta letteratura di genere, che è il romanzo a essere definito erotico, non la scrittrice.
Dunque ancora per quest'anno la città termale si riporpone come punto di riferimento per questi tipi di incontri che da sempre hanno caratterizzato l'estate fiuggina. Appuntamenti questi almeno secondo le intenzioni di Pino Pelloni sono quelle di dare cultura ai tanti turisti che affollano la ridente cittadina ciociara e nel contempo presentare nuove iniziative a sostegno dell'editoria. Comunque le serate a tema stanno suscitando tra i turisti interesse e partecipazione.

da iltempo.ilsole24ore.com

venerdì 15 febbraio 2008

ART & LOVE: SENZA SCRUPOLI


E' giunto alla quinta edizione l'evento dedicato all'amore e all'erotismo in occasione del San Valentino. La manifestazione è un'alternativa alla cenetta a lume di candela dove sono invitati amanti, coppie e single a immergersi in un'atmosfera erotico-artistico-amorosa. Esposizioni, suoni, performance, immagini e profumi saranno la cornice delle serate del S. Valentino. Quest'anno l'evento ha come titolo "Senza scrupoli" ed è suddiviso in tre serate dedicate all'erotismo, al feticismo e alle danze.
La mostra sarà visionabile fino al 15 marzo prossimo.
L'evento è iniziato giovedì 14 febbraio con l'inaugurazione della mostra a cui è seguita la cena afrodisiaca solo per i 35 prenotati. Verso la fine della cena c'è stata un'esibizione di bodypainting a cura di Mens (a quattro mani). La sonorizzazione è a cura di Lorenzo LSP, noto dj ora anche in veste di fotografo. La serata è proseguita per tutti, fino a esaurimento posti, con il monologo del regista-scrittore Fabio Zuliani di origine californiana, che ha interpretato alcuni racconti del suo libro "La vanità inferiore", toccando tematiche inerenti al sesso, la donna, la pornografia nella letteratura e nel cinema. Ha allietato il monologo una bellissima e trasgressiva showgirl. La performance è chiaramente stata riservata a un pubblico adulto.
Oggi è dedicato al feticismo e al bd/sm, si invita quindi il pubblico a indossare almeno l'abbigliamento nero (meglio se vestiti in pelle, lattice, gomma, ecc). Spicca la performance di bondage con una doppia autosospensione sotto la sovrintendenza del maestro Dr. Fatso. Le danze saranno a cura di Oniryca, organizzazione torinese legata anche al movimento fetish nazionale.
Sabato 16 sarà dedicato alle danze sensuali (flamenco e tango) e chiaramente alla musica da club degli ultimi anni. Sarà Alma Flamenca noto gruppo torinese di flamenco a esibirsi con musicisti di rilievo e si continuerà a ballare nella sala delle muse sotto le note di Altrotango. Nella silver room, la sala adibita al clubbing, sarà proposto un intreccio di elettronica, deep, anni '80, miscelato con i più noti brani d'amore.

da teknemedia.net

martedì 22 gennaio 2008

FESTIVAL DELL'EROS: A SPOLETO DAL 23 AL 25 MAGGIO


Il Festival dell'Eros si farà a Spoleto dal 23 al 25 maggio. La notizia, clamorosa, l'ha ufficializzata poco fa lo stesso promotore della manifestazione, Paolo Mascelloni, che ieri pomeriggio ha raggiunto l'accordo con Riccardo Schicchi, il patron di Diva Futura. Poco prima di prendere parte alla consegna dei Telegatti, infatti, Mascelloni ha incontrato il re dell'eros nel suo ufficio che si trova sulla Cassia. Buttando giù una sorta di programma.
"Per il momento è un programma di massima", dice Mascelloni, "ma sarà un vero e proprio evento. Ovviamente la partecipazione di Diva Futura ci consentirà di contare sulle più note 'conigliette' italiane e straniere. Siamo già al lavoro per poter avere a Spoleto una diva come Jenna Jameson così come contiamo di portare Rocco Siffredi. E chissà, forse anche l'ex parlamentare Cicciolina". Torna poi a ribadire che il "taglio" dell'evento sarà assolutamente soft. "Niente porno, ci mancherebbe altro. Tutto e solo all'insegna dell'eros. Con eventi anche culturali. Stiamo pensando a un convegno, a una mostra di pittura e a molte altre iniziative". Fra le iniziative anche una cena che si dovrebbe tenere in un noto ristorante spoletino. "Abbiamo preso già i primi contatti con alcuni locali. Finora ci son sembrati tutti ben disposti".
La scelta della data non è casuale. "Dovevamo tener in considerazione eventi che precederanno il nostro, così come quelli che lo seguiranno. A cominciare dal Misex, la più importante manifestazione erotica che si terrà a Milano dal 7 al 9 marzo al Centro Congressi Milanofiori, giunta alla 24esima edizione avendo fatto registrare complessivamente oltre 900mila visitatori. Poi la settimana dopo ci sarà Vini nel Mondo". Già, Bacco. "Però stavolta arriverà prima Venere, non fosse che per un fatto di galanteria", dice ironico Mascelloni. Inutile dire che l'annuncio ufficiale dell'evento scatenerà nuovamente le reazioni della politica, anche se quella locale è sembrata piuttosto spaccata. Contrari, anzi contrarissimi Udc e Margherita per bocca dei capigruppo Pina Silvestri e Franco di Marco. Più tolleranti i colleghi Marcelli (Ds), Panfili (An) e Fabiani (Casa rossa).

da tuttoggi.info

domenica 23 dicembre 2007

NOBUYOSHI ARAKI VERSO I LIMITI DEL CONSENTITO


C'era una volta nel Giappone claustrofobico e ultrasofisticato un omino di rara curiosità e straordinario carisma. Un fuorilegge dell'obiettivo, un indagatore ossessivo spontaneamente germogliato nel 1940, tra le violenze e le depravazioni dei bassifondi di quella Tokyo caotica, recalcitrante, inafferabile. C'era una volta la storia del suo sguardo, l'impertinenza delle sue pupille, di quel suo voyeurismo sospeso tra sacra onestà e profana morbosità. C'era una volta la storia di Nobuyoshi Araki, un tempo bestia rara della fotografia nipponica, snobbato e frainteso, accusato di volgarità e feticismo, oggi fotografo sdoganato dall'erotismo imperante di scarso valore artistico (figlio di internet e della odierna cattiva televisione) e quindi nell'ultimo decennio riconosciuto come interprete scandalosamente acuto dei desideri repressi e delle ossessioni collettive.
Dopo aver ricevuto consensi in ogni parte del mondo, i suoi scatti sono giunti nuovamente a turbare il nostro paese. L'Istituto Nazionale della Grafica ha deciso di dedicare l'edizione 2007-2008 della rassegna "Vetrine alla Calcografia", al celebre artista giapponese Nobuyoshi Araki. Fino al 17 febbraio a Roma (dopo la sede romana la mostra sarà presentata anche a Torino), nella suggestiva cornice di Palazzo Poli in Piazza Fontana di Trevi, sarà possibile godere dell'estetismo, a volte indecente altre raffinato, del celebre artista giapponese in "Araki Gold". "Con la fotografia, si deve partire da un esame. Un esame è un confronto diretto, un testa a testa. Bisogna fotografare esseri umani. Gli esseri umani sono i volti che si vedono per strada, il vero soggetto. E' una storia d'amore tra te e il soggetto, e quella è la realtà. Io la chiamo 'realtà privata' o 'realtà morta' (shi-shashin)". Guardare attraverso il mirino, attirare il nemico, avanzare di un passo, e scattare.
Araki ci fa calpestare questo campo di battaglia "occhio a occhio", presentandoci la sua versatile ed eterogenea ricerca creativa.
La mostra ci pone di fronte all'esempio più emblematico di fotografo-predatore, proponendo, oltre all'Araki internazionalmente conosciuto per il suo sofisticato estetismo erotico, un altro inedito, quasi spoglio di quelle morbose curiosità voyeuristiche, e più teso verso una fotografia di più alte finalità documentaristiche. In "Families", Araki ci immerge nel mondo della gente comune, del vivere quotidiano, ed è qui che l'artista dà respiro al suo più profondo spirito umano. "Tokyo Diary" racconta con uno scatto onnivoro, il frenetico vivere giornaliero con assistenti e collaboratori negli ultimi anni, dai set per le riviste, ai ritratti, alle serate passate nei bar karaoke con amici e ospiti. Le foto della serie "Ginza" delineano i contorni del Giappone degli anni '60. Nei volti fotografati scopriamo un Araki nuovo, dalla capacità documentaristica, che rivela, nella sua spontaneità e bellezza, il volto di un Giappone nel pieno boom economico, diviso tra il ricordo di un passato nucleare e l'intenzione di farsi riconoscere come nuova, grande potenza mondiale.
In "Nobles Series", quindici fotografie di nobili famiglie giapponesi che mostrano orgogliose le loro ascendenze, Araki va oltre il semplice ritratto, riscoprendo l'antico volto del Sol Levante, con i suoi miti e leggende che tanto hanno affascinato il mondo occidentale, e che oggi, per via di un'arrestabile processo di globalizzazione, sembra scomparire. Un'altra serie di ritratti è quella di "Famous People", dove, tra i tanti volti noti che hanno amato farsi seviziare dal curioso occhio della macchina da presa di Araki, spiccano registi come Takeshi Kitano e Jim Jarmush, e la cantante Bjork.
A se stante la serie policromatica di "Flowers", dove i fiori vengono ripresi nel momento di loro massima bellezza, in quel frammento di tempo che anticipa l'inveitabile deperimento.
Ma l'arte fotografica di Nobuyoshi Araki, quella che l'ha reso celebre in tutto il mondo, nelle sue variazioni più spudorate e scandalose, non poteva non trovare spazio all'interno di una rassegna. E' nella serie "Bondages" che si racconta ciò che da sempre è stato perno essenziale della ricerca artistica di Araki: le donne.
Un'ossessione fortunata che lo ha accompagnato fin dagli esordi. Donne accasciate, allungate, allargate. Di ogni età, forma, umore. In pose spudorate e senza compromessi. Sessi grandi, piccoli, neri, schivi o debordanti ma sempre autentici. La sua intera opera infatti è pervasa da un erotismo del tutto personale, a volte tenero e buffo, altre volte cinico, crudele, scioccante.
Diversa è la poesia sensuale che trasuda dalle cinque storie di donne, "Love Stories", dove l'amore dell'artista per la bellezza e la fragilità del corpo femminile, si fa in un certo qual modo più puro e intenso. Infine, l'Araki inarrestabile, come mostra il puzzle di 5000 Polaroid che fitte occupano lo spazio di tre pareti. Scatti di prova prima dello scatto definitivo. Si dice che non passi giorno senza che il buffo e trascinante artista crivelli di scatti fotografici qualche figura domestica, che si tratti di una casalinga, di una studentessa, di un'impiegata, spesso alla sua prima esperienza, rapita dalla realtà e catapultata anche solo per qualche ora in un oscuro e intenso universo in cui la sola gravità è quella dello sguardo. Fotografa in ambienti veri, spontanei nella loro poca illuminazione o nel caotico arredamento.
Spicchi d'appartamenti sgualciti dalla vita, in cui si svelano le passioni recondite delle protagoniste per caso. Araki si spinge verso i limiti del consentito. Indagando le ombre dei corpi nudi, rovesciandone la pudicizia, violentandoli con l'intenzione, imbavagliando, legando, dominando, senza falsi pudori, senza alcun freno né timore di peccare. "Non lavoro quasi mai con attrici. Scelgo una donna che vedo attraverso il finestrino dell'auto mentre sono fermo a un semaforo, o una che si siede in treno davanti a me. Spesso sono persone che incontro per caso e che mi suscitano un'emozione drammatica e misteriosa... Io non so nulla sulla natura delle donne. Sono tutte diverse, ognuna ha il suo fascino e per questo io le fotografo. Attraverso l'obiettivo cerco di estrarre il loro quotidiano, oppure la loro sessualità". Il lavoro di Araki è nero. E' figlio della notte, nella quale lui stesso crede di poter osservare meglio la vita, in ogni sua bizzarra variante. E così quando la notte scende sulla città, impastandola di tonalità oscure, languendo sugli incavi delle donne normali, improvvisamente disinibite e date in pasto all'inconscio, la magia si compie e gli istanti catturati finiscono nei confini di quelle fotografie che ci aiutano a riflettere sul concetto stesso di desiderio.

da opinione.it

domenica 9 dicembre 2007

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'EROS


La mostra (dal 6 dicembre al 26 gennaio a Torino) si propone di offrire tre differenti visioni dell'erotismo da parte di artisti che, appartenenti a generazioni e latitudini diverse, ne colgono di volta in volta il lato più strettamente ironico e popolare, quello più notturno e dionisiaco e quello più seducente e raffinato.
"Eros" in greco significa amore, e da questa radice deriva il sostantivo "erotismo".
L'erotismo, che racchiude in sé la serie di impulsi e manifestazioni sessuali dell'individuo, è dunque una manifestazione dell'amore?
Storicamente è una delle sue rivelazioni, non l'unica.
L'erotismo può prescindere dal sentimento ed essere unicamente sfogo fisico volto alla pura soddisfazione carnale.
L'amore per il grande scrittore boemo Milan Kundera rappresenta la nostra libertà di poter scegliere, mentre il sesso non è altro che un meccanismo a orologeria inevitabile, con il quale il Creatore si è divertito, complicando non poco l'esistenza umana.
Spesso, anche nell'odierna società, apparentemente così "evoluta", si giunge a occultare il lato criptico dell'amore, l'aspetto erotico, per pudore o addirittura paura di essere ghettizzati nei meandri oscuri del vizio.
La mostra si propone di offrire tre differenti visioni dell'erotismo da parte di artisti che, appartenenti a generazioni e a latitudini diverse, ne colgono di volta in volta il lato più strettamente ironico e popolare, notturno e dionisiaco, seducente e raffinato.
Filiberto Crosa crea installazioni pittoriche utilizzando i personaggi di Ken e di Barbie, appartenenti all'immaginario ludico e infantile delle bambine di tutto il mondo, per creare esilaranti teatrini privati dai titoli tanto spiritosi quanto "ingenuamente" ammiccanti.
Giovanni Agosta con le sue grandi pitture simboliche, dalla materia ricca e opulenta, crea scenari dove la componente vitalistica della sessualità umana si scontra violentemente con le differenze innate nell'essere femminile dall'altra.
L'artista gioca con linguaggi disparati e crea con i neon la sua personale visione della vita erotica umana.
Monica Papagna utilizza il medium fotografico per capire i particolari della carne cruda che ora sfugge ora si mostra all'obiettivo, ma sempre in modo dimesso, timido, in un gioco di chiaroscuri che vede i colori della passione, il rosso, e della morte, il nero, alternarsi felicemente in un gioco sinistro e misterioso.
L'erotismo ispira ancora una volta la creatività e la creatività ispirerà nuovamente l'erotismo? Kundera non avrebbe dubbi...

da exibart.com

venerdì 7 dicembre 2007

A PARIGI CINQUE SECOLI DI PIACERE


Per oltre 170 anni sono stati interdetti al pubblico perché contenevano materiale "contrario alla morale comune". Sono gli archivi erotici parigini, presenti nella "Bibliothèque nationale" della capitale francese e custoditi nella sezione "Inferno". Adesso dopo tanti anni di oblio saranno protagonisti di una mostra aperta fino al prossimo 2 marzo: l'esposizione s'intitolerà "Eros au secret" e racconterà con 350 disegni, dipinti e libri di 5 secoli di erotismo e pornografia.
La mostra, che sarà proibita ai minori di 16 anni, presenta celebri lavori come i manoscritti originali del famigerato marchese De Sade e le prime fotografie erotiche e pornografiche scattate in Francia nell'800. La sezione "Inferno" è un luogo immaginario, creato all'interno della biblioteca nel lontano 1814 per nascondere quelle opere che in quei tempi erano considerate "piccanti e licenziose". I primi disegni risalgono al XVI secolo, ma la prima vera era che celebra l'erotismo e la pornografia è il '700, non a caso definito "il secolo del libertinaggio". Di questo periodo non mancano gli scritti leggeri, i disegni che mostrano la ricerca del piacere e le opere in cui sono dipinti organi sessuali maschili sproporzionatamente grandi che spesso si nascondono sotto lunghi mantelli.
Questa visione allegra e gioiosa del libertinaggio scompare nelle opere del marchese De Sade: per quest'ultimo il piacere è soprattutto sofferenza. Oltre a esporre i manoscritti originali delle sue opere composte in prigione, "La filosofia nel boudoir" e "Gli infortuni della virtù", la mostra presenta alcune immagini che si rifanno ai suoi scritti e che presentano la sessualità come qualcosa di violento e doloroso. Dopo le opere legate agli scritti del marchese, compaiono pamphlet e disegni ideati durante la Rivoluzione francese.
In un periodo di efferati scontri, anche la sessualità e la pornografia diventano materia di lotta politica. Si notano molti scritti in cui la Regina Maria Antonietta è accusata di andare a letto con numerose persone, mentre in altri è condannata la perversione del clero che insieme alla nobiltà era il nemico giurato del Terzo Stato. Le opere del XVIII secolo terminano con alcune guide dell'epoca come "L'almanacco degli indirizzi delle signorine di Parigi" (1791), nelle quali sono indicati i migliori bordelli della capitale francese e le prostitute più belle. Vicino al nome di ogni "mademoiselle" vi è il tariffario e soprattutto la sua specialità.
Tra i testi erotici del XIX secolo più significativi non potevano mancare un'edizione originale dell'opera centrale di Charles Baudelaire "I fiori del male" (1857) e gli scritti erotici più significativi di un altro cantore della dissoluzione e del piacere, Paul Verlaine. Vicino ai testi di questi celebri autori compaiono le prime foto pornografiche che, se si considera l'epoca, rappresentano davvero qualcosa di unico e straordinario. La sezione dedicata al secolo XX è aperta dallo scabrosissimo romanzo di Guillaume Apollinaire "Le 11.000 verghe" (1907) e vicino a questo vi sono disegni che riproducono le scene erotiche del romanzo. Sempre del '900 troviamo i romanzi del 1928 di Louis Aragon "Le con d'Irène" ("Il sesso di Irene"), "Les rouilles encagées" ("Le ruggini ingabbiate") di benjamin Peret, scritto nel 1954, "Histoire d'O" di Pauline Réage e numerose altre opere degli scrittori Pierre Mac Orlan, Georges Bataille e Pierre Lous. Questi scritti sono circondati da foto pornografiche, stampe giapponesi, disegni osceni e immagini di sesso di ogni sorta.
Secondo lo scrittore Marc Lambron visitare questa mostra è una lezione per chi pensa che in passato siano vissute solo persone legate ai "principi morali" e profondamente religiose. "Chi entra in questi spazi ancestrali", dice lo scrittore, "scoprirà quanto sono falsi i luoghi comuni". Marie-François Quignard, una delle curatrici della mostra sottolinea: "Venti anni fa un'esposizione come questa era inimmaginabile, soprattutto in un luogo istituzionale come la Biblioteca Nazionale. Le opere presenti nella sezione Inferno sono state oggetto di miti e fantasie per anni. In passato le persone, tra cui tanti giornalisti, ci assillavano perché volevano dare solo uno sguardo a questa sezione. Tuttavia oggi l'atteggiamento nei confronti del sesso e dell'erotismo è notevolmente cambiato. C'è un grande interesse per le opere artistiche che mettono assieme letteratura, arte e pornografia. Partendo da questa certezza, abbiamo ritenuto che la mostra sarebbe stata non solo accetabile, ma avrebbe riscosso anche un grande successo".

da corriere.it

domenica 2 dicembre 2007

SEDUCED: ART AND SEX


"Seduced", presso la Barbican Art Gallery di Londra, racconta l'arte in chiave erotica, o meglio, attraverso trecento opere d'arte - dagli albori dell'Occidente a oggi - rivede l'eros.
E ci si chiede, tra un'immagine e l'altra, quale sia il sottile, sottilissimo confine tra arte e pornografia. Forse non c'è e la risposta sembra venire dalla galleria stessa, che blocca l'ingresso ai non addetti perché non maggiorenni...
"Seduced" è vietata perché il tema è scottante, ma molto di più le immagini, che evocano, non dicono (e per questo affascinano) o magari dicono tutto.
Il sesso, declinato - ma non sempre - nei toni caldi della sensualità, è il fil rouge che dall'antica Pompei del Lupanare ("salute a chi ama, vada alla malora chi non ama, all'istante crepi chi impedisce di amare!") e dei suoi affreschi, gentilmente prestati dal Museo Archeologico di Napoli, arriva al Giappone. All'antico e al contemporaneo impero del sole (e dei sensi): da Kitagawa Utamaru (splendidi, eleganti e incredibilmente erotici i suoi kimono sollevati) alle fotografie algide e poetiche di Araki.
E dal Barocco, alla pittura francese di Francois Boucher, che svela i giochi e senza indugio (né pudore) racconta la storia d'amore (o di sesso?) tra la giacente Leda e il cigno-Zeus.
Si arriva a Marlene Dumas, all'ironia di Jeff Koons, ai corpi perfetti di Mapplethorpe, passando per i classici di Picasso e gli orgasmi reali di Warhol.
Vietato vedere, insomma.

da sullarte.it

domenica 18 novembre 2007

ARGENTINA, "GUARDARE E PURE TOCCARE"


"Guardare, ma anche toccare!". E' questo il motto del primo Festival Internazionale del Cinema Erotico organizzato a Buenos Aires. Per tre giorni nella capitale argentina si tengono lezioni di striptease, massaggi tantrici, esercizi di postura sessuale, con Cicciolina e Nacho Vidal in qualità di guest star. 59 pellicole a luci rosse, provenienti da tutto il mondo, si contendono il titolo di Afrodita 2007, la miglior pellicola hard.
Al Festival del Cinema Erotico ogni amante del sesso può trovare pane per i suoi denti.
Nei padiglioni è stata allestita l'area "per sole donne", in cui si impara il corretto uso del vibratore, l'area "fetish", in cui si viene istruiti alle pratiche del sadomasochismo, l'area "swinger", in cui viene riprodotto l'ambiente del club in cui si pratica l'amore libero, e infine quella in cui si esibiscono i travestiti. Altrettanti i concorsi in programma: da "Gola profonda" a "Maglietta bagnata", fino alla "Regina d'erotismo per un giorno", alla "Maratona del sesso e "all'Impero dei sensi".
Nel "boulevard erotico" o "calle del piacere" sono a disposizione i giochi più nuovi e gli afrodisiaci naturali, l'aromaterapia e le ultime tecnologie in materia di sesso, inclusi i canali per soli adulti più gettonati.
Tra gli artisti internazionali presenti al Festival, la stella del precedente festival di Barcellona Gigi Love e la nostra Cicciolina, oltre a Nacho Vodal, conosciuto in tutto il mondo sudamericano come l'erede di Rocco Siffredi.
Il Festival si fa anche promotore del sesso sicuro, tramite la distribuzione di oltre 20mila preservativi, iniziativa appoggiata dal Governo di Buenos Aires per raccogliere fondi a favore dell'Aids.

lunedì 22 ottobre 2007

PERCHE' L'ARTE GAY FA PAURA. ANCHE NELLA COLTA FIRENZE


La mostra "Vade retro, arte e omosessualità", prima censurata, ora imbavagliata e monca: ma è davvero così brutta?

"La discussione politica che si è sviluppata intorno a questa mostra fa capire quanto è basso il livello culturale nel nostro paese", attacca Bert D'Arragon, presidente di Arcigay Toscana. "Tutti si sono precipitati a scagliare dogmi e anatemi delle proprie roccaforti ideologiche integraliste, dimenticando che 'Vade retro' è in primo luogo una mostra d'arte, e che l'espressione artistica elabora liberamente gli aspetti della vita e non deve essere censurata, imbavagliata o condannata".
"Vade retro", mai titolo fu più appropriato, tanto che nella nuova versione è stato cassato. La mostra, curata da Eugenio Viola, si chiama solo "Arte e omosessualità". Sia come sia, non ha avuto vita facile fin dall'inizio, e anche se dopo essere stata annullata a Milano sbarca finalmente a Firenze, alla Palazzina Reale della Stazione Leopolda dal 27 ottobre al 6 gennaio, è orba del patrocinio del comune, che si è tirato indietro perché, secondo le parole dell'assessore alla Cultura Giovanni Gozzini, "dopo esserci consultati con Francesco Bonami, ex direttore della Biennale di Venezia ed esperto d'arte contemporanea, riteniamo che la qualità delle opere non sia adeguata. Mi auguro che non ci siano polemiche".
Speranza vana. Anche perché la mostra censurata a Milano, trattata come una patata bollente da Napoli e Roma, e sbarcata a Firenze, monca, è organizzata da Vittorio Sgarbi, che le polemiche le mangia a colazione. Già a Milano, di fronte ai no del sindaco Moratti e del vicesindaco De Corato, Sgarbi replicò: "I capi delegazione riuniti nel convento delle Carmelitane con suor Letizia hanno dettato le regole". Con l'assessore fiorentino Gozzini non è stato più tenero: "E' una capra che non capisce nulla di arte", né lui né Bonami.
E mentre la politica fiorentina si divide, con AN che si schiera contro la mostra perché "offende la cultura cattolica" e i gruppi consiliari di Pcdi, Sinistra Democratica, Prc e Unaltracittà che sottolineano come negare il patrocinio alla mostra sia "un atto oggettivamente censorio", l'Arcigay toscana reagisce con una lettera infuocata ai giornali: Bert D'Arragon ha accusato Firenze di cerchiobottismo, superficialità e tradimento: "Gli amministratori pensano agli equilibri politici dell'attuale mondo politico così piccolo e stucchevole, e tradiscono come se niente fosse proprio quei valori che hanno reso Firenze famosa nel mondo come culla d'arte e roccaforte della libertà d'espressione". Poi si scaglia contro l'assessore Gozzini: "si è addirittura cimentato in una frittata social-psicologica: ha spiegato ai gay che fanno solo provocazioni e rivendicazioni che ormai sono passati di moda. Ma come possiamo smetterla con le rivendicazioni se non finisce la scandalosa negazione in Italia di quei diritti che altrove sono garantiti?".
La mostra ha diviso, oltre al mondo politico, anche quello degli artisti e degli intellettuali. Il pittore Pomodoro rifiutò di ospitare una delle opere censurate nel suo spazio milanese, come gli aveva chiesto Sgarbi. Gad Lerner invitò gli imprenditori gay a boicottare Milano.
Ma perché questa mostra scatena polemiche e non la vuole nessuno? Domanda dalle tante risposte. Perché è brutta? E chi lo stabilisce? In nome dell'arte contemporanea si è visto di tutto senza alcuna polemica. Perché tratta di gay e lesbiche? "L'omosessualità è un tema artistico come altri", dice Bert D'Arragon, "e ridurre la discussione a scelte ideologico-politiche è uno spettacolo pietoso". E allora, sarà mica perché la scultura "Miss Kitty" di Paolo Schmidlin raffigura un anziano travestito che somiglia in modo impressionante a Papa Ratzinger? Certo che sì, lo ha già affermato il curatore della mostra Eugenio Viola in un'intervista a Exibart. Forse la classe politica italiana è più arretrata dei cittadini che governa, forse è spaventata dalle possibili reazioni vaticane.
Ma tranquilli, a Firenze quasi sicuramente "Miss Kitty" non ci sarà. E anche se monca e senza patrocinio del comune, la mostra sull'arte omoerotica si farà grazie a Grandi Stazioni, società del gruppo Ferrovie dello Stato per la riqualificazione e la gestione, anche commerciale, delle tredici maggiori stazioni italiane. Probabilmente ci ha visto l'affare, e spera che nel periodo natalizio la mostra si affolli di curiosi, in modo da staccare biglietti come foglie dagli alberi. Se la gente non si è stufata di questa mostra prima di vederla.

Nata male, finita peggio...
14 Giugno: L'annuncio che la mostra "Vade retro, omosessualità e arte" aprirà al palazzo della Ragione a Milano dal 4 luglio suscita le prime curiosità, ma niente polemiche. Si parla già di "mostra kolossal".
11 Luglio: L'inaugurazione viene continuamente rimandata. Il sindaco di Milano Letizia Moratti chiede di eliminare, anche dal catalogo, una decina di opere. L'assessore alla cultura Sgarbi annuncia che vieterà l'ingresso ai minori di 18 anni. Grillini (Ds) commenta: "siamo al ridicolo".
12 Luglio: Sgarbi ritira il divieto eliminando però dall'esposizione due opere: la scultura del milanese Paolo Schmidlin "Miss Kitty" raffigurante un travestito seminudo con le fattezze del volto di Papa Benedetto XVI, e un quadro dei ConiglioViola che riproduce una manipolazione della foto di Sircana rubata da un paparazzo ma con un Nazareno prezzolato al posto della prostituta transessuale. Forse per smorzare le polemiche, Sgarbi annuncia che acquisterà l'opera di Schmidlin per 25mila euro.
13 Luglio: Alla vigilia dell'inaugurazione, "Vade retro" viene annullata. Lo decide lo stesso Sgarbi che rivela di aver telefonato a Berlusconi perché convincesse la Moratti a recedere dalla posizione assunta sulle opere da eliminare: "Missione fallita. Di fronte alla censura la soluzione più concreta è la censura estrema e quindi la cancellazione della mostra".
14 Luglio: Mentre mondano le polemiche nel mondo artistico e politico, parte il toto-mostra: accetteranno le città governate dal centrosinistra (si parla di Torino, Roma, Firenze o Napoli) quel che Milano ha rifiutato? Intanto, gli organizzatori del Mardi Gras di Torre del Lago annunciano di voler portare la mostra in Versilia. E le opere censurate, grazie a Telelombardia, diventano visibili in rete su YouTube.
17 Luglio: La mostra censurata resta in ballo tra Napoli e Roma. Ma Rosa Jervolino sindaco di Napoli temporeggia, e il ministro Mastella insorge: "Napoli non è lo scarto di Milano". A Roma non se ne fa niente, si teme la reazione del Vaticano.
26 Luglio: Mentre sfuma, pare per motivi economici, la candidatura di Napoli, a Milano Sgarbi ci riprova: spera che la mostra possa aprire a Palazzo della Ragione con il patrocinio del comune, allestendo poi da sole a Palazzo Reale le opere censurate. Ma anche questo tentativo fallisce. La mostra non s'ha da fare.
13 Settembre: Dopo che per tutto agosto si sono rincorsi i se, quando e dove, Firenze sembra in pole position, ma esce sul sito Gay.it la notizia che la mostra potrebbe essere allestita nel vecchio Casinò di Campione d'Italia, pronto a investire 230mila euro.
4 Ottobre: E' deciso: "Vade retro" si farà a Firenze, ma senza il patrocinio del Comune, che giudica le opere di scarso valore artistico.

Non si sa nemmeno cosa vedremo. A pochi giorni dall'inaugurazione, l'organizzazione della mostra "Arte e omosessualità, da Van Gloeden a Pierre e Gilles" è ancora incerta: alla trevigiana Artematica non sanno ancora se ci sarà la tanto vituperata scultura di Paolo Schmidlin "Miss Kitty" evidentemente ispirata al Papa, ed è invece certo che la foto dei ConiglioViola su Sircana e il transessuale non ci sarà. Non solo: alcuni artisti e soprattutto collezionisti, visti l'eccessivo clamore intorno alla mostra e il mancato supporto delle istituzioni, hanno deciso di ritirare le opere in loro possesso.
Quali siano, difficile dirlo: c'è chi dice che probabilmente mancheranno perfino le opere di Pierre e Gilles, che sono nel titolo della mostra. E poi, "Miss Kitty", non l'aveva acquistata Vittorio Sgarbi? Sembra strano che dopo averla fortemente voluta l'agguerrito critico d'arte non la presti più. Ma siamo nel campo delle ipotesi: a tutt'oggi, possiamo solo essere certi che ci saranno opere di Robert Mapplethorpe, Bruce Weber, i fumetti di Tom of Finland.
Non resta che attendere e vedere se "Arte e omosessualità" sarà davvero la più grande mostra realizzata in Italia sul tema: 150 artisti, per ripercorrere a partire dalle fotografie arcadiche del barone von Gloeden le tappe dell'immagine omoerotica, da Herb Ritts a Andy Warhol, da Tamara De Lempicka a Carol Rama a David Hockney, passando per le peregrinazioni identitarie di Ugo Rondinone, Yasumasa Moritura, Eva & Adele, con uno sguardo all'estetica camp di James Bidgood recuperata in anni più recenti da David Lachapelle, fino a Maurizio Cattelan che rivisita "Tarzan e Jane".

da arcigay.it

venerdì 5 ottobre 2007

SEX FETISH PARTY


Oggi Milano vivrà una notte fuori dal normale con l'apertura dei cancelli di "Secret", un'esclusiva festa fetish ambientata nei sotterranei di un antico palazzo. "Le richieste di aprire al pubblico una di queste feste normalmente di difficilissimo accesso continuavano ad accumularsi da più di un anno, quando una nostra serata chiamata Black Ball ha conquistato il titolo di più grande evento fetish d'Italia", spiega Ayzad, uno degli organizzatori.
Citato dagli stilisti, sfruttatissimo in pubblicità, arma segreta di modelle e star del cinema. E' il look fetish, con la sua iconografia di tacchi a stiletto, latex e corsetti, ma anche di infinite varianti dettate dalla fantasia e ispirate ai feticismi più insoliti. Secondo i dati del celebre Istituto Kinsey nel nostro paese gli amanti del genere sono poco meno di quattro milioni, disposti a fare follie per l'abito o l'accessorio dei loro sogni ma costretti poi a vivere la loro passione di nascosto, nell'intimità di casa.
Colpa della nostra cultura schizofrenica, che vive di provocazioni ma censura i provocatori guardandoli con sospetto e immotivato sarcasmo. Così il fetish "pubblico" rimane esclusiva di veline e cubiste per cui è solo uno strumento di lavoro. Peccato, perché gran parte del gioco consiste proprio nel mostrarsi, nel sedurre e lasciarsi sedurre dall'estetica sensuale di altre persone con gusti analoghi.
Nel resto del mondo non è così. Tutte le grandi città europee ospitano da almeno un decennio feste fetish che richiamano moltissimi appassionati: le più importanti sono a Londra (con punte di 8.000 partecipanti), Parigi (2.500) e in Germania, dove quest'estetica è un'istituzione. In Italia i pochi eventi simili mescolano invece il fetish con il pubblico dei dark, i gotici e persino gli intramontabili metallari... in barba alle atmosfere raffinate alla Helmut Newton.
Risultato: le "vere" serate fetish da noi finora sono state eventi privatissimi, esclusivi, ai quali si accede solo su presentazione. Non certo inquietanti come la leggendaria scena di "Eyes Wide Shut", tuttavia lontanissime dal carnaio delle discoteche e degli obiettivi dei paparazzi.
Oggi è prevista però una rivoluzione. Solo per una notte, uno dei luoghi più segreti di Milano aprirà i suoi cancelli per consentire ai veri appassionati di vivere il fetish D.O.C. - a patto di rispettare alcune regole ferree. "La più importante è il dresscode", spiega Ayzad, esperto di erotismo estremo e uno degli organizzatori, "cioè un abbigliamento in sintonia con l'atmosfera della serata. Una visita sul nostro sito chiarirà ogni dubbio. Le altre sono: maggiore età, mente lucida e massimo rispetto degli altri partecipanti. Chi non giudica qui potrà scoprire fantasie fuori dal comune senza essere a sua volta giudicato".
La festa, chiamata ovviamente "Secret", si svolgerà nei sotterranei di un antico palazzo nella zona del Castello Sforzesco: un lussuoso labirinto di sale con volte in mattone in cui convivono opere d'arte e una pista da ballo, un confessionale e un bar, comodi divani e misteriosi macchinari sexy. Chi però si aspetta un'orgia è fuori strada.
"L'ingrediente principale è la musica", rassicura il Dj Der Prinz, che ha imparato il mestiere proprio alla console dei più grandi locali fetish internazionali. "A 'Secret' si verrà per ballare, per gustare le performance di stelle del fetish e del burlesque, e soprattutto per conoscere altri appassionati del genere. L'ambiente è molto più tranquillo di una normale discoteca, anche se le sorprese non mancheranno di sicuro".
Il sito della festa presenta una lista di ospiti che si allunga di giorno in giorno: fra modelle e fotografi specializzati, stilisti del latex e personaggi eccentrici, Milano ha dimostrato ancora una volta di essere davvero "la città della moda". Fetish, ovviamente.
Benché sia una passione normalmente tenuta nascosta, il gusto per il fetish accomuna moltissimi italiani: circa uno su dieci, secondo le stime dei più accreditati istituti di sessuologia. Un esercito di fanatici tacchi a spillo, abiti in latex, corsetti, frustini e abiti in pelle che trova a Milano la sua capitale. Un esercito invisibile solo se non si sa dove andare a cercare, perché in realtà non si nasconde affatto.
Il viaggio alla scoperta del fetish comincia da "Sex Sade", storica boutique trasgressiva di via Casati. Qui si trovano i più eleganti abiti in lattice così come un'infinità di accessori e giocattoli particolari - ma non ha nulla a che fare con i morbosi sexy shop, così come le altre tappe del giro.
Leggendo la guida messa a disposizione dal sito della festa, si scoprono così giovani stilisti in grado di realizzare abiti trasgressivi su misura e procurare collari, corsetti e stivali che vengono spesso usati dalle star delle trasmissioni televisive e in pubblicità. I loro nomi? Feronia, Sin Factory e tanti altri che per i cultori del genere sono ben più importanti dei vari Armani e Versace.
Ma non è finita. Sulla guida si trovano anche negozi di calzature specializzate in tacchi a spillo altissimi (fino a 18 centimetri), in lingerie da burlesque, cioè il nuovo genere erotico di spogliarello ironico lanciato dalla ex moglie di Marilyn Manson, Dita von Teese, in strumenti da costruzione per gli amanti del bondage e così via.
Naturalmente il particolarissimo locale che ospiterà la festa di "Secret" ha un posto di riguardo, ma la sorpresa arriva in fondo. Sotto la voce "Dove giocare" compare la scritta "...e due giorni dopo: Sadisitique" - come dire un'altra festa, dedicata questa volta agli appassionati più hard del genere BDSM, "giochi" sì, ma di dominazione erotica. "Da quando abbiamo lanciato il sito di 'Secret' sono già arrivate diverse prenotazioni da tutta Italia e dall'estero da parte di persone che stanno organizzando un intero weekend a tema", sorride Shakner, altro organizzatore della serata. Alla faccia della canonica visita al Duomo e in via Montenapoleone...

da delirio.net

mercoledì 3 ottobre 2007

FENOMENOLOGIA DEL LATO B: IN SPAGNA IL SEDERE E' DIVENTATO COOL


Nella sempre più disinibita Madrid cade l'ultimo tabù: il culo. Per la prima volta al mondo la raffinata e pubblica Fundaciòn Canal espone da oggi fino al 6 gennaio "Ocultos" ("Nascosti"), una mostra fotografica dedicata a quella parte del corpo che il grande poeta Pablo Neruda definiva "le due sfacciate metà della mela". Sono 68 sederi, di tutti i sessi, latitudini ed età, nudi e vestiti, in bianco e nero e a colori, innocenti e voluttuosi, immortalati dai grandi maestri dell'obiettivo, dagli inizi del XX secolo ai nostri giorni.
L'idea dell'esposizione è nata in un ambiente letteralmente underground. "Nel febbraio del 2006 la direttrice della Fundaciòn, Eva Tormo, stava viaggiando nel metrò di Londra e voleva immortalare col cellulare un giapponese stravolto che stava dormendo appoggiato alla spalla di un amico", racconta José Maria Diaz-Maroto, 50 anni, fotografo e commissario di Ocultos. "Ma mentre scattava sono entrati altri passeggeri e alla fine nelle foto c'erano solo natiche. In quel momento si è proposta di raccogliere immagini di quel particolare anatomico che a volte non si vuole nemmeno nominare".
La ricerca di immagini è durata un anno. E il risultato è magnifico, perché tutti i tesori fotografici esaltano, sia pure con tecniche e prospettive diverse, la bellezza, la provocazione, l'ironia o l'estetica di quello che nell'ultima edizione di Miss Italia è stato ribattezzato, non senza una certa ipocrisia, il "lato B". Dal surrealista americano Man Ray all'inventore del reportage bellico, l'ungherese Robert Capa, dal padre del fotoreportage, il francese Henri Cartier-Bresson, al fondatore del realismo magico, il belga René Magritte: la lista degli autori dei capolavori (due italiani, Ferdinando Scianna e Giorgia Fiorio) prosegue con Sebastiao Salgado, Robert Mapplethorpe, William Klein, Ellen von Unwert. E maestri spagnoli come Joan Colom.
"Di mostre fotografiche magnifiche ce ne sono state tante. L'agenzia Magnum di Parigi, quella fondata da Cartier-Bresson e Capa, ne ha organizzate alcune dedicandole agli occhi, alle mani, ai baci, al nudo, alla pelle", ricorda il commissario. "Ma nessuno finora aveva pensato, escludendo l'erotismo o la pornografia, di presentare un'antologica con il leitmotiv del 'trasero'. Eppure, quando fotografiamo qualcuno di spalle, ciò che richiama l'attenzione è il sedere".
Lo sdoganamento fotografico del fattore C, in un paese dove, secondo stime del governo del premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero, ci sono la bellezza di 4 milioni di gay e lesbiche (quasi il 10% della popolazione), in cui le nozze omosessuali sono legali da due anni e i toreri hanno da sempre esibito il derrière vestendo nell'arena calzamaglie più che aderenti, corona però un irriverente percorso culturale che viene da lontano.
Il primo cantore del fondoschiena è stato nientemeno che Francisco de Quevedo, uno dei grandi scrittori del Siglo de oro, che nel XVII secolo vergava "Gracias y desgracias del ojo del culo". E l'ultimo Nobel della letteratura, Camilo José Cela, nel suo "Diccionario segreto" del 1968, dedicava al deretano un famoso capitolo in cui sconsigliava di usare simili sinonimi al posto del castigliano culo.
D'altronde, in questa Spagna sempre più provocante, dove non solo nella peccaminosa Ibiza o nelle libertarie isole Canarie, ma pure in due spiagge pubbliche di Barcellona, Mar Bella e Sant Sebastià, i naturisti possono abbronzarsi integralmente senza problemi, ha avuto grande successo di critica un delizioso libro del giornalista tv José Marìa Lebrero, "Culos" appunto. Ben 68 racconti immaginari in cui l'autore trasforma in protagonista il fondoschiena, "ingiustamente emarginato, nascosto, e che io elevo a categoria di icona".
Ma c'è di più. Eduardo Urculo, compianto pittore e scultore, rivendicava nel 1999 di aver scelto Barcellona "come la prima città occidentale che possiede un monumento al culo". Nel parco Carlos I del capoluogo catalano, infatti, troneggia un immenso bronzo di 7 metri, il "Culis monumentalis", mentre a Oviedo, dove si consegnano i premi più prestigiosi di Spagna, i Principe de Asturias, ne è stata piazzata una copia nel 2002 (alta 5 metri).
"La Spagna è la nuova Svezia d'Europa. Basta vedere i magazine rosa o il Grande fratello in onda sulle nostre tv, show improponibili in un altro paese del continente", chiosa il giornalista e scrittore Juan Cueto, 65 anni, fondatore della pay-tv Canal Plus ed ex direttore di Tele+, critico televisivo del Pais. "La nostra permissività è irreversibile e da noi discussioni su come inquadrare o meno le natiche nel concorso di Miss Italia sono improponibili".
Non a caso, quando era al potere l'ex premier popolare José Marìa Aznar, la tv di stato, Tve-1, trasmetteva nel seguitissimo show "La fiebre del sabado noche" sfilate di modelli, femminili e maschili, che indossavano il tanga.
"La Spagna rimane una società conservatrice. Solo che adesso una minoranza intellettuale e artistica, appoggiata da Zapatero, impone un'immagine libertina", ammonisce Amando de Miguel, 70 anni, docente emerito di sociologia presso l'Università Complutense di Madrid e il più importante studioso dei costumi del paese. "Prima ci pennellavano con lo stereotipo della corrida, del flamenco e della paella. Adesso con un nuovo look falso, quello di Almodòvar e delle nozze omosessuali".
Però, mentre i gay sono così radicati da editare "Paginas rosadas", le prime pagine gialle per omosessuali d'Europa, il lato B si prende la sua rivincita persino con i popolari di Madrid: la Fundaciòn Canal, infatti, è il loro fiore all'occhiello culturale.
Certo, il titolo della mostra, "Ocultos", è un voluto gioco di parole che cela "culo", comunque protagonista indiscutibile del panorama pubblicitario persino con giganteschi cartelloni piazzati davanti alle farmacie mentre proprio il "restyling del trasero" è l'operazione di chirurgia estetica più diffusa tra le spagnole.
"Non credo che la esposiciòn sia audace. Il fatto che le natiche siano motivo di ispirazione fotografica e che vengano elevate a categoria artistica non dovrebbe scandalizzare più nessuno del XXI secolo", commenta la popolare Tormo, 42 anni, al contempo assessore alla Cultura di Alcobendas, città dormitorio dell'hinterland madrileno. "Il tema del corpo umano è stato ormai digerito".
La direttrice della Fundaciòn Canal (il cui presidente, Esperanza Aguirre, governa Madrid) rivela anche che fino all'ultimo la mostra poteva essere chiamata "Culos" e che nessuno, nel suo partito, che pure ha presentato ricorso al tribunale costituzionale contro le nozze gay, ha mai opposto obiezioni a questa carrellata d'autore. "Abbiamo scelto 'Ocultos' per prudenza. Però il culo, questo grande sconosciuto che è anche un'ossessione, meritava un trattamento speciale che vogliamo trasmettere ai nostri visitatori".

da blog.panorama.it

giovedì 30 agosto 2007

EROTIKA SFIDA IL MISEX

Erotika tour chiude i battenti.
Con un finale rovente, si è conclusa al Margò sexy disco di Tortoreto la prima tappa della quarta edizione della fiera dell'erotismo più importante del centro Italia. La prima tappa perché Erotika non si ferma qui.
Sulla scia dello strepitoso successo, Erotika tour, fino allo scorso anno l'ultima delle fiere erotiche italiane, sbarcherà prima in Lombardia dal 19 al 23 settembre, andando a "sfidare" il Misex di Milano, la fiera più grossa del nord Italia insieme al Delta di Venere e poi, in autunno, nelle Marche.
I numeri per un successo ci sono veramente tutti, considerato che sarà seguito lo stesso programma del Margò sexy disco (numerose sexy star e pornostar di fama nazionale e internazionale, spettacolo coreografici, erotismo raffinato) e che la madrina ufficiale sarà la bellissima Sofia Gucci che ha conquistato il popolo abruzzese e non solo con la sua bellezza, sensualità e passionalità. Madrina emergente poi sarà Nausica, sexy star nata proprio al Margò sexy disco che non mancherà sicuramente di appassionare il popolo del nord.
"Un bilancio, la tappa del Margò sexy disco, che è andato ben oltre ogni più rosea previsione" afferma il patrono della manifestazione Agostino Di Giuseppe. "Merito di una politica impostata nel rispetto delle regole. Con lo slogan 'Erotika pulita' abbiamo voluto creare un evento che puntasse a valorizzare la bellezza dell'artista e la scenografia dello spettacolo. La nostra Erotika", conclude Di Giuseppe "non ha nulla a che vedere con le altre manifestazioni perché affronta il tema dell'erotismo e della trasgressione senza scivolare nella volgarità".
Non sono mancate le magiche e sensuali atmosfere dell'oriente con danza del ventre, mangiafuoco, serpenti, narghilé, un vero e proprio harem, che hanno dato un tocco unico e raffinato alla kermesse.
Nessuno inizialmente avrebbe scommesso sul successo, supportato dai numeri, dell'edizione 2007 di Erotika. Agostino Di Giuseppe è riuscito a vincere anche quest'ulteriore scommessa, trasformando l'Erotika Tour nel più grande polo attrattivo sexy del centro Italia.

da ilquotidiano.it

sabato 25 agosto 2007

A SENIGALLIA ARRIVA DITA VON TEESE, LA SEXY-REGINA DELLO STRIP "BURLESQUE"

E' la notte di Dita Von Teese e del suo show di strip "burlesque". La sexy diva trentacinquenne si mostrerà in pubblico, prima e unica volta in Italia, al "Summer Jamboree 2007", il festival che si svolge a Senigallia (Ancona) fino al 26 agosto. Nello show Dita farà tre esibizioni: "Martini glass" (in cui si immergerà in una coppa gigante piena di champagne), "Ventaglio di piume giganti" (ammiccante danza sulle punte) e "Giostra retrò" (a tempo di rock sul cavallo di un'antica giostra).
Conosciuta per il suo matrimonio (e successivo divorzio all'inizio del 2007) con il cantante Marylin Manson, Dita Von Teese ha riportato alla luce il burlesque, lo scanzonato strip tra corsetti e piume degli anni '30 e '40, ripreso dall'epoca vittoriana. La sexy diva è famosa soprattutto per la sua esibizione, che ha già fatto impazzire il Crazy Horse di Parigi, dove svela le sue forme statuarie ondeggiando in una megacoppa di Martini piena di champagne messa al centro del palco. Ma a ruba sono andate anche le foto fetish realizzate con la sensuale attrice Scarlet Johanson. Apparsa varie volte su Playboy, che gli ha anche dedicato una copertina nel 1992, è stata dichiarata dalla rivista Elle la seconda donna più elegante del mondo dopo Charlotte Gainsburg.
L'ex moglie di Manson - considerata la regina del cabaret erotico e ironico in lingerie d'epoca, che sta spopolando tra Londra a New York e che il Summer Jamboree porta per primo in Italia - ha presentato alla stampa venerdì il suo spettacolo. Vestito bianco a pois neri anni '40, stretto in vita e leggermente scollato, tacchi altissimi, rossetto rosso fuoco e pettinatura retrò, l'icona dell'erotismo soft ha annunciato di voler essere d'aiuto alle donne, che dal suo show potranno apprendere consigli utili da portare in camera da letto. E sono proprio le donne, più degli uomini, dicono gli organizzatori, ad aver acquistato i biglietti del suo spettacolo.
Pelle bianchissima, occhi azzurri, ciglia chilometriche, abito e pettinatura anni '40, Dita Von Teese, che ha rilanciato in tutto il mondo lo spogliarello soft in auge nella prima metà del '900, nasconde sotto l'aspetto fragile e la bellezza d'altri tempi un carattere d'acciaio. Di fronte ai giornalisti si è sottoposta alla raffica di domande sfoderando grazia e compostezza: "Nella mia vita ho superato molte prove difficili", ammette. "Credo che ci siano poche cose che possano fermarmi". A ispirarla nel look e nell'atteggiamento - dice - sono state Betty Grable, Hedy Lamarr e Marilyn Monroe, ma per le donne vuole essere soprattutto un esempio per trovare la propria sicurezza anche attraverso la sensualità. "Ognuna deve scoprire da sola il suo tipo", spiega. "Ma per essere veramente sexy non servono ore di make-up, ma essere felici e indipendenti".
"Non rinuncerei mai al rossetto rosso e non potrei vivere senza giarrettiere e calze", afferma. "Le uso tutti i giorni, ti fanno sentire perfetta". I corsetti, le calze con la riga e le giarrettiere che hanno reso famoso il suo personaggio, dice "sono una specie di legame tra me e i miei fans, ma anche un modo per mettere a nudo la mia personalità. Nei miei show, però, non ci sarà mai niente che i miei genitori non potrebbero vedere". Dopo aver studiato danza da bambina, Dita ora si tiene in forma con la ginnastica pilates e lo yoga. Liquida poi come "una cosa di cui si è parlato a sufficienza" il suo rapporto con l'ex marito e rockstar maledetta Marylin Manson e confessa: "Il mio uomo ideale è dolce, vitale, avventuroso, gentile e generoso. Ormai sono tante le cose che chiedo a un eventuale partner. So che potrebbe pretendere che abbandoni il mio lavoro, per questo adesso sono single".
A Senigallia la sexy diva è arrivata con quattro guardie del corpo e l'autista personale. Ha voluto champagne in camerino e chiesto un'alimentazione leggera a base di petto di pollo, verdure crude, frutta fresca e the verde. Anche se ha ammesso di amare la pasta e di dire sempre si al buon cibo.

da ilmessaggero.it

giovedì 21 giugno 2007

EROTIC ART, LA PRIMA TAPPA A TREVISO

Arte erotica, una forma di comunicazione particolare, forse sottovalutata da questo punto di vista, un contributo artistico che vuole captare e scoprire i segreti, il fascino della seduzione e la sensualità derivanti dalla vista di una donna, trasmettendo in maniera raffinata emozioni e sensazioni che ne scaturiscono.
L'erotismo deve destare curiosità, svegliare l'immaginario, sollecitandolo a cogliere i messaggi nascosti, con dinamismo e significati che varcano la sola idea del nudo.
Su tali presupposti si basa un nuovo importante progetto artistico, realizzato in collaborazione con la rivista multimediale Arterotica.eu e dedicato all'arte erotica: una mostra itinerante di opere di artisti noti ed emergenti, legati ovviamente al contesto dell'erotismo. La prima parte dell'esposizione è ospitata, fino al 6 luglio, presso la galleria showroom "Officine Artistiche"; nel corso dell'inaugurazione è stato inoltre presentato il romanzo erotico di Marco Lugli "L'uomo tatuato. Odissea erotica di un mutante".
Affiancata da un catalogo cartaceo a cura del critico d'arte Sabrina Falzone, che si avvale dei contributi letterari di notevoli scrittori affermati nel panorama culturale italiano, (fra i quali la famosa Monica Maggi, autrice della prefazione, la più famosa autrice erotic-chic Francesca Mazzucato e l'audace romanziere Marco Poggi), EroticArt si sposterà, nei mesi di settembre e ottobre, rispettivamente al "De Forma By Art" di Bologna, dall'1 al 16 settembre (ospite d'onore Francesca Mazzucato) e presso l'associazione "Artigianando nell'Arte" di Torino, dal 6 al 21 ottobre 2007.
Un tema, frequentemente oggetto di tabù, ma che andrebbe in realtà vissuto della giusta prospettiva, con un'opportuna dose di leggerezza e fascinosa immaginazione creativa.

LASCIA UN MESSAGGIO IN BACHECA!